giovedì , 26 Maggio 2022
Home » Bari Calcio » A TU PER TU CON… DEL 1 GIUGNO

A TU PER TU CON… DEL 1 GIUGNO

 

Peppino Accettura, collaboratore Corriere mercantile di Genova

 

 

Accettura si sarebbe mai immaginato che Paparesta salisse nello studio del notaio per il passaggio della società?

 

“Dopo la dura lotta a testa a testa fatta nel corso dell’asta alla quale Paparesta si è presentato quasi all’ultimo minuto, vista la decisione, la determinazione con la quale ha affrontato l’asta tutto sommato non è stata una sorpresa, anzi sarebbe stata una sorpresa il contrario e cioè se lui non si fosse presentato dal notaio e non avesse raccolto quei milioni che mancavano perché il testa a testa con l’altra società con amministratore Cipollone è stata davvero entusiasmante perché è stato ricco di suspance, con rilanci fatti all’ultimo secondo. In quella occasione si è vista la determinazione di Paparesta nell’andare avanti”.

 

La nuova proprietà dovrà ripartire dal settore giovanile cosa che fino ad ora è un po’ mancata nel Bari

 

“Sicuramente. Diciamo che negli anni scorsi il settore giovanile del Bari è stato uno dei più importanti nel sud e per un certo periodo è stato anche alla ribalta. Noi abbiamo vinto il Torneo di Viareggio alcuni anni fa poi parecchi giovani si sono ben comportati a livello nazionale. Mi conforta il fatto che Paparesta sia proprio dell’ambiente. Anche se arbitro conosce benissimo l’ambiente del calcio e sa benissimo che il vivaio è uno dei settori fondamentali per una società perché è quello che può portare non solo delle economie nell’ambito della gestione, ma addirittura anche dei guadagni. Non è detto che debbano venir fuori cinque o dieci Cassano, ma l’importante è che ci siano due – tre elementi in grado di essere inseriti in prima squadra e poi gli altri devono alimentare un mercato minore volto verso le società anche di serie C. Bisogna guadagnare anche poco ma guadagnare su tanti giocatori da piazzare nelle altre società”.

 

La stuzzica l’idea di avere come direttore generale Lele Oriali?

 

“Io sono dell’idea che il direttore generale deve essere un elemento molto esperto, che sia ben conosciuto a livello nazionale, che sia apprezzato anche perché in questa maniera si possono concludere accordi con le altre società. Se una società vuol vivere, vuole crescere deve avere ottimi rapporti con il maggior numero di altre società, creare una rete di scambi. Così facendo si possono solo trarre vantaggi. Oriali è un elemento di livello nazionale, ha giocato ad altissimi livelli e questa sua carriera da dirigente tutto sommato è stata per lui una carriera positiva. Credo che sia molto apprezzato nell’ambiente del calcio italiano”.

 

Tornando un attimo all’asta il terzo gruppo, quello formato da Izzo – Canonico, perché secondo lei non si è presentato alla seconda asta? In quella occasione poteva assicurarsi il Bari con una somma inferiore ai 4.8 milioni di euro offerti poi da Paparesta

 

“A dire la verità sono rimasto sorpreso non solo da questo gruppo ma anche dal gruppo di Cipollone perché ci sono state due società costituitesi il giorno precedente l’asta. Hanno dovuto fare di corsa la costituzione delle società presso il notaio, hanno dovuto chiedere di urgentissima l’affiliazione alla Federazione e la cosa mi meraviglia perché, se come sappiamo, è previsto un investimento minimo di circa sette – otto milioni per non dire di dieci milioni quasi immediato perché 4.8 sappiamo che sono stati già versati, altri tre devono essere versati entro il 28 giugno per poter saldare i debiti con i calciatori e avere l’ok per l’iscrizione oltre a 800 mila euro come tassa di iscrizione che può anche essere provata da una fideiussione. Con tutti questi investimenti ci si riduce all’ultimo giorno a costituire la società e questo mi sorprende. Doveva essere programmato, non dico con una settimana di anticipo. Io vedo che Paparesta è partito deciso fin dal primo momento. Lui è stato il primo a costituire la società. Ha dimostrato che la sua intenzione è sempre stata quella. Purtroppo ha avuto degli incidenti di percorso sicuramente dovuti alla situazione economica nostra attuale ma anche a quella internazionale che gli ha creato problemi che sembravano insormontabili. Paparesta, però, non ha perso il coraggio, non ha perso la tenacia. E’ andato avanti come un treno ed è riuscito alla fine ad ottenere quello che voleva. Mi sorprende che investimenti così rilevanti possano essere stati decisi 24 – 48 ore prima della scadenza. Col tempo vorrei chiarire se è possibile con i diretti interessati, con gli aspiranti proprietari, per capire cosa è successo. Evidentemente c’è stata una decisione in extremis, ma non riesco a spiegarmela”.

 

Secondo lei perché dopo la stipula del contratto Paparesta non ha reso noto i nomi degli acquirenti? Accettura, la Lega calcio sa già i nomi dei nuovi acquirenti?

 

“Non credo fosse necessario dare i nominativi perché la società di Paparesta è una società regolarmente riconosciuta. Lui attualmente è l’unico socio dopo il passaggi delle quote di Sperduti a lui. E’ una società regolarissima, è una società che ha tutte le carte in regola per poter assumere una proprietà, per poter avviare l’attività. E’ chiaro che per poter far fronte agli impegni dovrà, quanto prima, procedere ad un aumento del capitale sociale che è soltanto di dieci mila euro. Per ora ha contratto formalmente dei debiti nei confronti dei finanziatori per far fronte a queste prime rilevanti spese. Sicuramente Paparesta rilancerà un aumento di capitale e a questo aumento potranno partecipare tanti. Io credo che lui avrà già chi deve sottoscrivere le quote, però non è escluso che alcuni esponenti economici del nostro territorio siano propensi ad entrare anche con delle quote parziali e creare un gruppo. Spetterà poi a Paparesta gestire questo gruppo perché lui dovrebbe rappresentare un po’ il vertice e creare le premesse finché questo gruppo possa di comune accordo, il che non è semplice nella gestione di una società di calcio dove ci sono tante intenzioni, pareri e discordia, spetterà a lui gestire questo insieme. Dal punto di vista nostro, degli sportivi, dei tifosi baresi è chiaro che avere la certezza che ci siano più personaggi nostri interessati a questa vicenda ci tranquillizza perché il problema potrebbe essere risolto finalmente dopo tanti anni il problema finanziario”.

 

Di Micol Tortora

 

Tutto su Micol Tortora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.