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A TU PER TU CON…DEL 14 NOVEMBRE 2014

Il collaboratore del Corriere Mercantile di Genova, Peppino Accettura
Dopo il “ritiro punitivo” ci si aspettava qualcosa in più da parte dei biancorossi in quel di Castel di Sangro ed invece la situazione non è affatto cambiata rispetto alla gara che il Bari ha fatto a Vercelli. Secondo lei cosa succede a questa squadra?

“Contro la Ternana ci si attendeva una inversione di rotta o un cambiamento di qualche cosa. Una risposta soprattutto un cambiamento almeno sotto tre aspetti, quello del risultato, quello del gioco e quello del carattere. Purtroppo devo dire che sono state tre risposte negative perché il risultato è stata un’altra incredibile sconfitta. Il gioco è stato latitante, è stato molto molto al di sotto di un minimo di sufficienza e anche la prova di carattere è stata negativa perché la reazione, a parte il goal assurdo preso all’inizio, è una disattenzione, una distrazione. Non so come definirla. Poi la reazione non è stata nè immediata e tanto meno aggressiva. Devo dire che il secondo tempo con il Pescara fu molto migliore sotto l’aspetto del carattere. Ci fu un vero e proprio assedio. Si vedeva una grande carica agonistica.Invece lunedì sera il Bari ha giocato a tratti, a sprazzi. Un pò a piccolo trotto e poi con qualche puntata. Il Bari è stato pericoloso più per la pochezza della difesa della Ternana che per merito proprio. Tanto per dire che la Ternana ha subito prima prima di incontrare il Bari almeno un goal da almeno nelle ultime otto partite, fisso almeno un goal. Il Bari è stato il primo attacco non realizzare neanche un goal a questa difesa che peraltro aveva molte assenze e giocare con una formazione rimaneggiata, tra l’altro con l’assillo di fare risultato ad ogni costo un pò come era l’obiettivo del Bari”.

Secondo lei il ritiro può aver svuotato i ragazzi e soprattutto visto che lei ha seguito il passaggiodi proprietà, secondo lei chi c’è dietro la nuova proprietà visto che in città molti tifosi continuano ancora a chiederselo dopo un pò di mesi?

“Analizziamo una cosa per volta. In primis il ritiro. Indubbiamente, nonostante tutto quello che si è detto, il ritiro ha rappresentato una specie di punizione per una squadra, che devo dire, meritava questa punizione perché la partita di Vercelli, se noi andiamo a leggere le dichiarazioni dei giorni precedenti, a me piace a posteriori a leggere quello che si diceva prima o riascoltare quello che si è detto e cioè che ci sono delle discordanze incredibili. A Vercelli si doveva andare a vincere , visto che era una partita non dico tranquilla, ma abbastanza alla portata di questa squadra. Poi, invece, cosa è accaduto che siamo stati sovrastati completamnte da un avversario modesto abbiamo fatto una figuraccia. Per quanto riguarda la proprietà c’è una grande riservatezza su questo argomento e lo posso capire anche peché c’è un investimento patrimoniale molto rilevante se ricordiamo la tratativa di Thoir con l’Inter che si è protatta per tanto tempo prima che entrasse ufficialmente Thoir nell’Inter. Devo dire, però, che io ero presente all’asta e ricordo che era presente anche un Rosati che è stato arrestato la settimana scorsa con l’imputazione di truffa tramite società, cooperative ed eccetera. Allora, io dico, immaginiamo se per caso Rosati avesse vinto l’asta. Dove ci troveremmo noi oggi? A questo punto Paparesta, sia pure con pregi personali ed è lui che andiamo a vedere la struttura della società, lui eil papà Romeo, sono gli unici proprietari. Se noi andiamo a vedere la società la società ha due soci con il capitale ridotto. E’ in corso un aumento di capitale sociale, se non ricordo male fino a cento milioni di euro che possono essere coperti entro il 31 di dicembre. Al 31 di dicembre si dovrebbe interrompere questo aumento, questa posizione di aumento e fermarsi alla cifra che può essere stata raccolta. A questo punto io posso capire che la strategia di Paparesta qual è stata, quella di avere il grande coraggio dìi prendere una società dove non c’erano neanche i soldi neanche per comprare le magliette, ricorderete, assumendosi un grossissimo rischio. Allora lui ha venduto le sue garanzie di un campionato ambizioso e che chiaramente, posso immaginare, cercando di incuriosire, sollecitare e stimolare altri investitori. Oggi è difficile trovare gente che butta centinaia e centinaia di milioni per niente. Purtroppo la squadra lo ha tradito e lo statradendo perché quando sentiamo che Donati lunedì ha rilasciato alcune dichiarazioni con le quali si è permesso di criticare la società, questo è un atteggiamento contro la società. Tanti giocatori, ci sono i nuovi, che alcuni di questi sono in fase di rilancio, ma soprattutto i vecchi giocatori che non sono tantissimi devono sapere che il Bari fosse fallito, loro si sarebbero trovati senza contratto e non so quanti avrebbero potuto ingaggi di serie B, non dico di seria A, ma di serie B, leggendo, per esempio, il rendimento che stanno avendo in questo momento. Contro la Ternana mi sembravano giocatori di categoria molto inferiore. Un giocatore che non riesce a fare uno stop, gli sfugge la palla sotto i piedi e non riescono a fare dei lanci lunghi se non nelle mani del portiere, non riescono a fare dei passaggi corti a centrocampo mentre il centrocampista vede l’attaccante che fin che parte in profondità e gli passa la palla dietro alle spalle, questi sono i fondamentali del calcio che insegnano nelle scuole calcio. Io devo fare ammenda, per esempio, Rossini, mi aveva deluso profondamente, un giocatore che ha oltre cinquanta presenze in B e tre campionati nella Sampdoria in A, non potevo immaginare che potesse giocare in una maniera così incredibile. Poi si è saputo che il giocatore ha un grosso problema familiare e allora devo fare ammenda e compredo benissimo che era disstratto per questo motivo e lo giustifico. Adesso non so che problemi abbiano perché non riescono a marcare. Ma non saltano. Io vedo che quando ci sono dei lanci verso la nostra difesa soprattutto, nessuno salta, non anticipano gli avversari mentre ho visto i giocatori del Pescara ed i giocatori della Ternana che si buttavano a corpo morto per ribattere con il corpo il pallone tant’è che i loro tiri sono finiti addosso e si buttavano a corpo morto dando l’idea della della disperazione. Loro hanno dato una grande volontà di voler salvare Tesser, ciò che non mi sembra che i nostri giocatori abbiano dato per salvare Mangia Chi è stato allo stadio ha ben potuto vede che in campo c’è stata una grandissima differenza nella volontà agonistica, nel carattere, nella decisione. C’è stata tanta, tanta e troppa diffenza. Questo non mi piace”.
Di Micol Tortora

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