giovedì , 26 Maggio 2022
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A TU PER TU CON…del 18 marzo

L’avvocato, giornalista Giancarlo De Peppo

 

Avvocato, sabato scorso il Bari ha conseguito la sua quarta vittoria consecutiva interna in campionato. Secondo lei la salvezza del Bari potrebbe passare dal “San Nicola”?

 

“Il San Nicola è importante come fortino dove devi prendere punti, però non puoi contare sempre sul fattore campo perché devi fare anche punti fuori casa. Certo è che con questo ritrovato pubblico che sta ritornando ad essere come una volta il dodicesimo uomo in campo fa ben sperare, però, ripeto, anche in trasferta il Bari deve fare punti”.

 

Si sarebbe mai aspettato quattro vittorie consecutive interne con squadre di un certo livello?

 

“Il campionato di serie B è un campionato strano, è un campionato dove fino a qualche settimana fa il Brescia, pur con i suoi problemi tanto per far un nome, sembrava dato l’organico, la disposizione una squadra che potesse lottare per i play – off. Oggi, per esempio, la classifica dice tutt’altro e fra l’altro squadre come appunto il Brescia, lo stesso Varese che ha un punto sopra il Bari devono più guardarsi dalla zona play – out che non ambire al traguardo dei play – off che come si sa quest’anno è racchiuso fino all’ottavo posto. Devo dire che non mi aspettavo queste quattro vittorie però era un Bari che si vedeva in crescita che nella sconfitta di Palermo si è vista una squadra ben messa in campo e devo dire, come ho detto a inizio campionato, che non ero per niente soddisfatto dei due tecnici, forse magari dopo un periodo di apprendistato i due hanno incominciato se non altro a fare le cose semplici e con le cose semplici si va avanti”.

 

Secondo lei, con un mister un po’ più esperto, di categoria, il Bari avrebbe qualche punto in più in classifica?

 

“Credo che Il Bari avrebbe potuto avere in classifica quattro/cinque punti in più anche se alla classifica dobbiamo sempre ricordare quei tre punti di penalizzazione senza i quali saremmo a quota 38 e avremmo alle spalle Brescia, Varese e Modena oltre il Novara. Cosa si può dire. Io ho visto una cosa che tranne l’andamento del Palermo che aveva e ha un organico al di sopra di tutti gli altri della serie B, le squadre che hanno cambiato allenatore hanno fatto poco e di più dell’allenatore precedente. Vedi il Novara che cambiando da Aglietti a Calori ha migliorato qualcosa però poi è ritornato negli stessi errori. Così la Reggina fra Atzori e Gagliardi. L’unica squadra che ha risentito in positivo del cambio dell’allenatore è stata la Ternana che ha però un organico molto, molto buono tant’è che a inizio stagione potesse ambire per lo meno ai play – off. Non c’è controprova tanto è vero che chissà quella che noi pensavamo fosse una disgrazia dal punto di vista calcistico l’abbandono di Gautieri non sia stata una fortuna vedendo quello che ha combinato a Varese”.

 

Secondo lei lo Spezia potrà ambire ai play – off?

 

“Io ho visto quasi tutta la partita di venerdì contro il Pescara e devo dire che lo Spezia meritava ampiamente il pareggio. Non ha giocato male ed io credo che alla lunga lo Spezia un posticino nei play – off lo potrà prendere come anche il Siena vedo molto bene. Sono undici squadre, le prime undici della classifica sono per otto posti. Le altre undici, qualcuno storcerà il naso, anche il Carpi che ha 39 punti in classifica, per me non può essere tranquillo anche perché il Carpi è partito a razzo ed ora sta risentendo di quella preparazione molto sparata”.

 

Vorrei un suo commento ed un suo giudizio sulla prestazione di Joao Silva.

 

Io lo vedo bene dalla trasferta di Novara, da quando ha iniziato a capire che non poteva fare il centravanti statico e che i palloni non gli potevano piovere dal cielo e che doveva fare un po’ reparto da solo. Non era sicuramente un brocco quando tutti dicevano che non valeva nulla e non è un fenomeno adesso. Joao è un giocatore per la categoria più che buono ed io dico che ha ancora margini di miglioramento. Non ci dimentichiamo giocatori stranieri che, venuti in Italia, hanno stentato i primi mesi per poi ritrovarsi. Voglio rimarcare il fatto che Joao Silva non aveva fatto neanche la preparazione. Cosa importante è che sta imparando piano piano con molta difficoltà la nostra lingua e questo è molto importante”.

 

Che ne pensa della prestazione di Sabelli e Calderoni di sabato scorso?

 

“Calderoni non avendo un’alternativa di ruolo nella collocazione tattica che occupa nel Bari tira un po’ la carretta da parecchio. Devo dire che dopo una fase dove lui ha avuto un certo appannamento magari non è tantissimo pronto sotto il profilo della spinta e del tiro a rete visto che lui ha un sinistro molto forte. Dal punto di vista difensivo sta facendo il suo. Per quanto riguarda Sabelli ha pagato contro l’Avellino lo sforzo di aver giocato quasi novanta minuti il mercoledì sera dell’altra settimana in Irlanda e, poi, subito dopo tutta la partita contro il Lanciano di fatti, quando è uscito a metà ripresa, non ce la faceva proprio più. Credo che sia stata una questione fisica e poi non dimentichiamo che Zanon, quando è entrato, ha fatto bene, ha messo due – tre cross veramente di pregevole fattura”.

 

Tornando a Joao Silva se il giocatore avesse i cross di Nadarevic uno te lo metterebbe dentro. “Joao molte volte svaria, lo trovi anche sulla fascia a recuperare palloni. Fa un grosso lavoro oramai anche perché è l’unico attaccante di ruolo della squadra. Secondo me dovrebbe trarre giovamento dall’ingresso in squadra di Nadarevic sperando che il club possa fare ricorso e che magari contro il Cesena possa giocare il tornante ex Varese ed ex Cesena. Nadarevic potrebbe dare spazio a Defendi sulla sinistra a centrocampo dove anche se Lugo ha fatto bene, Defendi assicura un dinamismo maggiore”.

 

Il Bari ora è atteso sabato prossimo dalla trasferta di Crotone e poi tornerà nuovamente in campo martedì sera al “San Nicola” contro il Cesena. Contro il Crotone mancherà lo squalificato Joao Silva. Lei vedrebbe in attacco Varela al posto di Ciano visto che dopo la gara contro l’Avellino ha fatto capire che contro i calabresi potrebbe schierare dal primo minuto proprio Cani.

 

“Mi sembra che Cani abbia tutte le caratteristiche per sostituire Joao Silva. Primo quelle fisiche poi anche dal punto di vista tattico quelle poche apparizioni anche per pochi minuti che ha fatto, soprattutto quella di Palermo, fanno si che il giocatore è quello più indicato a sostituire il portoghese al centro dell’attacco”.

 

Secondo lei Varela è diventato un oggetto misterioso?

 

“Io credo che la verità sta un po’ nel mezzo. Non bisogna pensare che un giocatore possa essere tra virgolette antipatico all’allenatore perché altrimenti non sarebbe stato preso seppur in prestito. Io credo che Varela non giocava a Palermo da tanto tempo e quindi non ha il ritmo partita. Probabilmente deve lavorare molto in fase di allenamento e magari iniziare a sfruttare le proprie occasioni. In più sta facendo parte di una squadra che sta andando bene e dal punto di vista del gioco anche la trasferta di Palermo dove non abbiamo preso punti la squadra ha girato bene. Quindi inserirsi in un meccanismo che fa bene è un po’ più difficile perché si rischia, non dico di rompere il giocattolo, ma per lo meno di non farlo andare più a mille allora”.

 

Giancarlo, lei pensa che mister Alberti, tra sabato e martedì, possa fare un turn – over?

 

“Penso che qualcosina mister Alberti la farà senza eccedere anche perché sia il Crotone che il Cesena hanno elementi molto veloci in attacco e quindi io vedrei molto bene, almeno in una delle due partite, l’ingresso di Chiosa specie alla luce del fatto che Polenta lo vedo sempre pesante e quindi, almeno sul breve, ha dei problemi. Non dimentichiamoci dei problemi che ebbe nella trasferta di Cesena. Per quanto riguarda la partita di Crotone è una patita molto molto difficile. Dal punto di vista dell’organico diciamo che Crotone e Avellino un po’ si equivalgono anche se a me l’Avellino piace molto ed è sempre piaciuto molto. L’ho visto diverse volte in tv oltre col Bari. E’ una squadra molto solida soprattutto molto furba, smaliziata, con la tipica mentalità di chi arriva dalla Prima Divisione. La preferisco un po’ alla lunga al Crotone, al Lanciano e alle altre squadre di testa. C’è il fatto di giocare fuori casa. C’è il fatto di giocare in un ambiente molto gasato da una vittoria a Reggio Calabria. Mi pare che il Crotone non vincesse a Reggio da sessanta tre anni. Quando fai queste vittorie e, quando soprattutto vinci fuori casa con un punteggio come quello con cui il Crotone ha battuto la Reggina, cioè 4 – 1, il rischio che si faccia troppa festa al rientro in sede e che ci si monti un po’ inconsciamente la testa ci può essere”.

 

Di Micol Tortora

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