giovedì , 26 Maggio 2022
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A TU PER TU CON… DEL 20 NOVEMBRE

Con l’ ex fantasista del Bari, Pietro Maiellaro
Maiellaro sabato scorso il Bari ha subito la terza sconfitta consecutiva, la società ha deciso di esonerare il tecnico Mangia. Secondo lei cosa sta succedendo a questa nuova società.

“Stanno pagando un pò di inesperienza avemdo uomini di sport, gente che è stata nel calcio. Purtroppo avere una società di calcio non è la stessa cosa, bisogna fare esperienza, essendo agli inizi si può anche essere inesperti e si può sbagliare qualcosa. Si può sempre rimediare anche se, quando succedono queste cose, è un dispiacere perché vuol dire che qualcosa non è andata e ha coinvolto un pò tutti”.

Secondo lei è stata solo colpa di Mangia?

“Non è stata solo colpa di Mangia. Ci sono stati risultati altalenanti visto che la squadra ha anche vinto, non è che abbia solo perso. Nelle ultime gare ha avuto qualche difficoltà. Secondo me lui si doveva subito immedesimare e abituarsi subito alla gente di Bari. Bari non è ne Palermo ne La Spezia. Bari è particolare, è molto diversa da queste città ed è molto più difficile di queste città”.

Lei potrebbe allenare in serie B? Ha il patentino per la serie cadetta?

“No, posso allenare in C1 ed in B posso fare il secondo. Posso andare all’estero, quello si. Per allenare in B dovrei fare un master che è l’unica cosa che mi manca. Ho tutti i requisiti per poterlo fare. Non avendo i requisiti per fare l’allenatore di serie A e di serie B non lo vado a fare. Io nel mio piccolo riesco ad allenare. Credo che per certi versi, tranne la stampa e l’atmosfera che si vive, penso che per certi versi credo che sia ancora più facile allenare i professionisti perché ai professionisti non devi insegnare chissà cosa. Li devi lavorare mentalmente, devi lavorare sul tattico. Sono queste le cose principali perché, poi, per il resto non bisogna insegnarli a stoppare la palla. E’ normale che questo dovrà sempre essere sollecitato e andrebbe fatto fino ai cinquant’anni. Per il resto credo che poi ognuno ci mette del suo, ci mette esperienza. Secondo il mio punto di vista devi trasmettere tanta di quella cattiveria e personalità. Secondo me le cose fondamentali sono queste, trasmettere carisma alla squadra”.

Perché lei a Firenze non ha sfondato visto che in squadra con lei c’era Orlando che giocava come lei?

“A Firenze sono un pò particolari. Ero partito benissimo. Prima di andare a Firenze ho avuto a che fare con una società e con dei dirigenti. Arrivato li mi sono trovato con altri dirigenti, il direttore sportivo non era più quello, l’allenatore è stato fatto fuori subito. Insomma sono successe un pò di cose. Per essere sincero, alla fine, ho avuto la soddisfazione che anche Radice voleva che io rimanessi”.

Qual è il suo ricordo più bello di Bari.

“Il mio ricordo più bello di Bari è tutto. Io Bari me la porto nel cuore e la porterò sempre nel cuore. Bari è stata per me, tranne i primi due – tre mesi che dovevi capire il discorso di appartenenza, discorso che ho fatto prima per Mangia, è fatto di immedesimarsi e riuscire a capire la gente. I primi tre mesi per me sono stati un pò difficili, Una volta che ho capito com’era il carattere del tifoso e del barese in se per se, i tifosi mi sono entrati nel cuore”.

Secondo lei mister Nicola riuscirà ad immedesimarsi con la piazza biancorossa?

“Nicola è un ragazzo che ho già conosciuto visto che mi ha marcato qualche volta. Tra me è lui c’è molta stima. Io credo che il nuovo tecnico del Brai è una persona molto preparata e soprattutto è vaccinato visto che ha fatto anche il calciatore. Penso che potrà stare in una piazza come Bari dopo quella focosa di Livorno. E’ uno che il fatto suo lo sa bene”.

Secondo lei la nuova società dopo aver esonerato l’allenatore possa esonerare anche il direttore sportivo Antonelli?

“Qualche amico l’ho anch’io che mi suggerisce qualcosa. Antonelli ha molte colpe. Forse, adesso, fanno un pò da scarica barile e questo non è bello. Io so solo che non so quali sono state le scelte fatte dal mister con questi giocatori che ha preso il direttore sportivo e non so quante ne abbia accettate la società. Questi sono problemi che valuteranno loro. Da come ho sentito dire so che anche Antonelli può rischiare”.

Se lei fosse stato nello staff della nuova società avrebbe mai fatto partire Angelozzi?

“Noi viviamo nel calcio ed è normale che uno non può stare in una società a vita però sappiamo che uno ha lavorato avendo dei problemi agli inizi visto che con lui ho lavorato e portare la squadra a quei livelli, sicuramente c’era da pensarci mille volte. Adesso il nodo è cercare di capire cosa hanno avuto loro dal presidente fino al direttore sportivo perché tra loro qualcosa ci sarà stato”.
Secondo lei Nicola dovrà lavorare tanto per quanto riguarda l’aspeto mentale?

“Credo di si perché dovrà parlare. Sicuramente lui lavorerà con la testa perché essendo stato un giocatore capirà i giocatori e vedrà un pò. L’unica cosa che posso dire e che una squadra che non è andata in serie A per un calcio d’angolo è stato davvero un colpo al cuore. Questa era una squadra che non andava smantellata. Bisognava solo puntellarla con tre – quattro elementi continuando a giocare nello stesso modo”

Per quanto riguarda il mercato di gennaio si vocifera che potrebbe tornare a Bari, Diego Polenta.

“Nel calcio possono capitare tante cose. Polenta è ancora giovane, è un ’92, è forte di carattere e potrebbe fare bene all’ambiente biancorosso”.

Cosa ne pensa dei cavalli di ritorno come Stoian e Donati?

“Stoian è uno molto bravo tecnicamente, ha qualità e le deve sviluppare. Ha i suoi tempi perché li davanti c’è Donati che ha tanta di quella esperienza che potrebbe servire in tanti modi al Bari. Donati è un professionista serio, è uno che ci mette sempre la faccia”.
Di Micol Tortora

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