giovedì , 26 Maggio 2022
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A TU PER TU CON…DEL 26 MARZO 2015

Mister Angelo Sisto
Mister, venerdì sera all’ “Adriatico” due punti persi o un punto guadagnato?

“Visto come è andata la gara secondo me sono stati due punti persi perché il Pescara non ha giocato con quella determinazione che avevamo visto in altre gare per cui c’era la possibilità di portar via l’intera posta. Come spesso succede nelle partite determinanti il Bari perde sempreil treno per poi fare il famoso salto di qualità che tutti ci aspettiamo ma che ancora non arriva”.

Dopo il pareggio di Pescara, gara considerata partita clou per i biancorossi per sperare in un futuro più roseo, lei crede ancora alla zona playoff a dieci gare dal termine?

“Purtroppo il Bari quest’anno tutte le volte in cui deve fare il salto importante sbaglia sempre gara e torna in questo limbo non definito. Ancora una volta siamo li a ripeterci su questa situazione. Ritengo però che quando tante volte durante una stagione si hanno queste opportunità probabilmente alla base c’è qualche problema che porta a non fare quello che tutti quanti, da inizio anno, non ci aspettavamo e che purtroppo, ancora, non arriva. Al Bari manca quella determinazione che fa di una squadra di media classifica o di una squadra di alta classifica la differenza perché ci sono state troppe partite dove ci ha deluso da questo punto di vista”.

Questo è un campionato un pò anomalo, un pò particolare. Secondo lei la quota salvezza è raggiungibile a quota 50 o meno?

“Io penso che a 50 – 51 si arriverebbe alla salvezza. Ritengo, però, per quello che erano le nostre aspettative, dobbiamo provarci fino alla fine. Questa squadra ha l’obbligo di tentarci perché ritengo che dal punto di vista qualitativo ci sono i mezzi per poterci provare fino alla fine. I sei punti di ritardo potrebbero essere raggiungibili visto che le altre davanti non hanno un passo determinato. Secondo me c’è ancora una finestra che ci potrebbe permettere di tornare in corsa. Spero sempre che il Bari possa fino alla fine riuscirci perché, poi a quel punto, possa anche guardarsi dietro. E’ una situazione ancora ambigua. Poi vedremo come andrà a finire”.

Secondo lei nel bari manca una mezz’ala pensante che possa innescare le punte? Forse l’unico che ha il lancio lungo è Donati che è molto lento e lacunoso dal puno di vista del dinamismo. Nel Bari manca l’uomo assist. Che ne pensa?

“Secondo me questo doveva farlo Bellomo. Purtroppo anche lui forse è arrivato a Bari in una condizione non perfetta o senza le motivazioni giuste facciano si che le sue qualità debba far fare alla squadra quel salto che lui, almeno per ora, non ci ha fatto fare. Ritengo che sulla carta era lui quello che avrebbe dovuto rifinire per le punte che fanno grande movimento e che sono di grande qualità. Spesse volte il centrocampo del Bari è lontano dagli attaccanti, troppo basso, per cui, di conseguenza, non riusciamo a dare continuità agli attaccanti di rifornirli così come dovremmo. Non riusciamo ad imporre il nostro gioco proprio in virtù di questo trequartista, di questo collegamento tra il centrocampo e la difesa e gli attaccanti che spesso sono troppo isolati”.

Lei vede un Bellomo involuto?

“E’ un giocatore che è cresciuto, che ho visto da piccolino. Mi aspettavo da lui quel salto di qualità. Probabilmente ha avuto queste esperienze negative andando in serie A senza riuscire a sfondare per cui il giocatore è andato un pò in crisi. Secondo me ha perso un pò di motivazioni. Questo rientro a Bari, tra virgolette, io non glielo avrei consigliato perché sembra quasi un tornare indietro. Una volta che si fa il salto di qualità conviene provarci altrove. Secondo me rientrare a Bari non è stata una scelta giusta. Ritengo che anche lui non abbia quelle motivazioni giuste. La sensazione è sia un pò deluso da se stesso per cui non riesce a rendere per quelle che sono le sue indubbie qualità perché è un giocatore che ha tante qualità. Realmente, per ora, lo abbiamo visto spento da quando è rientrato”.

Secondo lei perché mister Nicola non fa sempre giocare un giocatore come Romizi che è un giocatore importante per lo scacchiere biancorosso?

“Secondo me dipende dal fatto di dover far giocare Donati centrale. Romizi non è un giocatore che può fare il laterale di centro destra o di centro sinistra. Lui gioca davanti alla difesa. Ritengo che anche Donati voglia giocare nella stessa posizione, spesso per dare spazio a Donati, sacrifica Romizi che io ritengo il giocatore più equilibrato del Bari perché è quello che nei momenti di difficoltà ci ha sempre fatto fare il salto di qualità così come ha fatto lo scorso anno che dal momento in cui entrò lui in squadra il Bari cambiò volto completamente e ci fu quella svolta che a tutti noi è rimasta impressa per quella che è stata la scorsa stagione”.

E di Defendi cosa mi dice? Giocatore importante lo scorso campionato nel Bari dei miracoli mentre quest’anno relegato in panchina.

“Defendi, insieme a Romizi, è un altro giocatore che apprezzo molto. E’ un uomo spogliatoio, è un trascinatore ed è uno al quale io avrei dato in mano il Bari. Gli avrei fatto fare il capitano dal primo giorno per quello che lui da dal punto di vista della personalità alla squadra. Ritengo che un giocatore così deve sentirsi padrone della situazione. Sono quei giocatori che o tieni e fai giocare o tenerlo in panchina, un uomo di grande personalità tenuto fuori squadra, a quel punto se non ci credi conviene darlo via. Non è un giocatore che si può tenere in panchina perché è un riferimento per la squadra e quando non gioca tutto l’ambiente ne risente”.

Di Micol Tortora

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