giovedì , 26 Maggio 2022
Home » Bari Calcio » A TU PER TU CON… DEL 27 GENNAIO 2015

A TU PER TU CON… DEL 27 GENNAIO 2015

L’opinionista Francesco D’Amore

Come giudica questo primo pareggio esterno per 1 – 1 del girone di ritorno e dell’espulsione del neo – acquisto Rada? Da quel momento la partita per i biancorossi e’ cambiata.

“Ho visto la partita. Il giocatore non mi è sembrato in forma dal punto di vista atletico. Io chiederei a Nicola come mai l’ha schierato da subito visto che è un ragazzo che è arrivato da poco, da un altro tipo di calcio anche se ha fatto la Champions. Non conosceva bene gli altri compagni della difesa, i suoi nuovi compagni. Secondo me la partita è stata decisa da quell’episodio perché il Perugia fino a quel momento non è che avesse molto impressionato. Poi, in undici contro dieci e con l’inserimento in campo di Lanzafame, ha inciso a favore del Perugia. A mio avviso sono stati due punti persi anche per cercare di riprendere la zona playoff anche perché se si guarda la classifica, Bologna e Carpi a mio avviso stanno andando via, il Livorno è in forma. Tutti si sono rinforzati, lo stesso Catania con Sciaudone mentre noi andiamo avanti punticino su punticino. Abbiamo bisogno di uno scatto con cinque – sei vittorie consecutive per poter riprendere la scia di uno spareggio o di scalare posizioni. A mio avviso Nicola dovrà rivedere alcune cose perché abbiamo bisogno di vittorie”.

Nelle ultime conferenze – stampa Nicola ha dichiarato che il Bari non è ancora una squadra che può ambire alla massima serie così com’è. Non è stato l’unico a dichiarare ciò, anche alcuni giocatori appena arrivati come Ebagua. Cosa ne pensa a tal merito?

“A mio avviso è strano. Una squadra che lo scorso anno è stata vicino ad andare in serie A… È vero che quella squadra è stata disfatta è distrutta, però sono rimasti ancora dei giocatori di quella squadra. A questo punto metterei sul banco degli accusati il ds, il presidente è tutto lo staff perché è impossibile che una squadra che si è rinnovata per sette/otto undicesimi a giugno con giocatori sulla carta importanti sia in questa posizione. Adesso abbiamo quattro acquisti e ancora non c’è quella coesione, quella forza di lottare in ogni partita e di vincerle. Mi sembra strano”.

Come si spiega che dopo aver realizzato la rete del vantaggio la squadra biancorossa non si è più vista in attacco. Che ne pensa dell’attaccante Ebagua?

“Ebagua è un bomber di razza. Se dovesse essere servito in maniera adeguata il bomber c’è che ti possa fare goal. Ricordiamo che ha pure un buon sinistro. Con palla al piede la palla la sa tenere bene. A questo punto il Bari dovrebbe acquistare una torre ed Ebagua farebbe la seconda punta”.

Il club di via Torrebella è ancora alla ricerca di un difensore, ci un centrocampista e di un attaccante. Contro il Perugia, con il nuovo modulo adottato da Nicola, la difesa ha retto.

“Il Perugia non è quella squadra di inizio campionato. A mio modo di vedere il nostro centrocampo ha bisogno di un puntello, di un centrocampista pensante, con piedi buoni che sappia fa difendere la squadra, fare le sventagliate. Per quanto riguarda l’attacco, a mio avviso Caputo è sul piede di partenza quindi bisognerà sostituirlo. In difesa ci vorrà un altro puntello perché Rinaudo è un buon calciatore, esperto. Sicuramente in difesa partirà Contini. Non so il motivo per il quale il giocatore andrà via da Bari, non so il motivo, forse avrà litigato col mister. Tecnicamente non l’ho mai visto bene nel l’assetto del Bari”.

Per quanto riguarda il reparto offensivo chi vedrebbe affianco o dietro Ebagua?

“A me piace il tandem De Luca – Ebagua. Entrambi i giocatori si conoscono dai tempi di Varese. Secondo me abbiamo bisogno di un altro attaccante che vada sul fondo, faccia dei cross. Ebagua è molto possente, si fa spazio tra i difensori mentre la “zanzara” riesce con il suo scatto breve a farsi vedere. Io penso ancora positivo perché mancano ancora venti partite alla fine del campionato, in lizza ci sono 60 punti. Penso che l’ottavo posto si possa raggiungere. Non bisogna arrivare agli spareggi, ai playoff. Sarebbe una grave sconfitta per Paparesta, per Antonelli, per Mangia e per lo stesso mister Nicola. Sarebbe una sconfitta per tutti l’ambiente biancorosso”.

Secondo lei perché il club biancorosso ha venduto Daniele Sciaudone?

“Per me è stato un fattore puramente economico. Ad inizio campionato sia Galano che Sciaudone con i loro procuratori volevano un ritocco all’ingaggio è un prolungamento del contratto. Questo non c’è stato per cui i due ragazzi sono rimasti un po’ delusi, lo si vedeva. Data la non florida situazione economica del calcio Bari hanno approfittato a cederlo anche se lo hanno svenduto. L’anno scorso Sciaudone lo voleva il Cagliari a due milioni di euro. La mia sensazione è che la vendita del giocatore non sia stata per un fatto tecnico. Forse ci sarà stata qualche scaramuccia in privato per cui la società ha preso subito la palla al balzo e lo ha ceduto al Catania. Ripeto, per me è stato solo un fatto prettamente economico e non tecnico. Alcuni giornalisti che vanno per la maggiore a Bari, i cosiddetti datati, non si sono dispiaciuti della partenza di Sciaudone. Hanno detto che è un giocatore qualsiasi che si è affacciato su Bari ed è andato via. Io sono rimasto davvero esterefatto da queste dichiarazioni. Chi vuol capire, capisca”.

In questi giorni è venuta fuori la voce di un presunto addio al Bari di capitan Caputo in prestito. Sul giocatore ci sarebbero il Trapani perché ha venduto il suo bomber Mancosu al Bologna, il Matera per i buoni rapporti che intercorrono tra Paparesta ed il presidente del Matera e lo Spezia dell’ex ds del Bari, Guido Angelozzi. Lei crede che il club si possa privare dopo Sciaudone anche del proprio capitano che ha da poco rinnovato il contratto?

“Personalmente credo che anche se metà pubblico lo fischia e lo contesta, io lo terrei, perché Caputo è un ragazzo che mette sempre impegno. Non lo vedo andare in Lega Pro al Matera. È un ragazzo che in serie B può dire la sua. Sicuramente i suoi quattordici – quindici goal li fa sicuramente. Secondo me Caputo ha bisogno di un po’ di tranquillità. A mio avviso il pubblico dovrebbe aiutarlo. Non ho capito il perché contestare a priori un nostro ragazzo, un pugliese. Se si guarda il suo score Caputo è il nostro capocannoniere. Ricordiamoci anche il goal non dato in casa. Personalmente mi schiero dalla parte del giocatore. Mi auguro possa rimanere a Bari visto che quando ha seguito Conte a Siena fece benissimo”.

Cosa ne pensa di un interessamento del club di via Torrebbella per l’attaccante del Bologna, Acquafresca e dell’ex Cagliari, Nené, ora in forza al Verona seguito qualche anno fa da Angelozzi?

“Acquafresca è già da quattro anni che gioca pochissimo e ha fatto pochi goal per cui il suo acquisto è da sconsigliare. Nené invece è ancora buono. Si muove tantissimo ma a Verona è poco utilizzato dopo tanti anni di Cagliari. Questi calciatori vengono a Bari con ingaggi sontuosi per le casse biancorosse. Ce la faremo a pagare questi ingaggi? Io rimango esterrefatto perché quando non si è voluto dare una maggiorazione a Galano e a Sciaudone, mentre si prendono giocatori datati un po’ con gli anni, mi chiedo se venendo a Bari avranno le motivazioni giuste oppure sono iperprofessionisti che pensano solo al cedolino di fine mese dando il minimo garantito. Oggi nel calcio, al di là del valore tecnico, contano moltissimo le motivazioni dei ragazzi. Questo va preso in considerazione”.

Che ne pensa del prossimo avversario del Bari, il Frosinone, che venerdì sera scenderà al “San Nicola”?

“Il Frosinone è una brutta gatta da pelare fuori casa. Mi auguro che venerdì sera i ragazzi ci daranno dentro perché se non si vince lo stesso Nicola andrà sul banco degli accusati perché è ormai da parecchio che è a Bari. La sua mano si deve vedere. In difesa stiamo subendo meno goal, però facciamo fatica a creare azioni da goal. Noi abbiamo pochissima gente che va sul fondo. Prima avevamo sulla carta Stevanovic, Stoian abile nel l’uno contro l’uno. Adesso, al di là di Galano che sa andare sulla fascia e sa saltare l’uomo è che rientra sempre con il suo sinistro, difficilmente va sulla fascia per un cross per le punte”.

Contro il Frosinone in difesa mancherà Rada. Secondo lei sarà un forfait importante?

“Secondo me Romizi sarà in campo. Abbiamo sempre Donati che lo puoi mettere in difesa. A disposizione ci sarà anche Minala il quale non è al cento per cento della condizione perché soffre di quell’ernia ombelicale, lui lo ha confermato. Se si dovesse operare ora sicuramente terminerebbe anzitempo il campionato”.

Che ne pensa del fatto che Galano sia partito dal primo minuto contro il Perugia mentre contro la Virtus Entella il giocatore foggiano sia entrato solo nella ripresa?

“Contro l’Entella dove dovevamo per forza di cose vincere visto che il Bari ha affrontato una formazione inferiore al Bari abbiamo giocato con cinque difensori”.

Lei crede che mister Nicola abbia capito che Galano debba essere schierato sempre fin dal primo minuto?

“Secondo me Galano ha problemi in fase difensiva. Se tu lo fai andare su un terzino e quindi fargli fare la fase difensiva, perde molto in brillantezza. Non è che abbia un fisico eccezionale. Lui è un giocatore che deve essere lasciato sula fascia, libero di inventare la giocata, far esplodere il proprio sinistro. Sono quei calciatori cosiddetti atipici che li devi lasciar stare perché se tu lo vai a catechizzare in un ruolo o in una zona del campo, perde moltissimo perché l’estero e la fantasia le devi catalogare. I giocatori estrosi vanno lasciati giocare così. L’esempio è proprio Juventus – Chievo Verona. È stata una partita piatta fino a quando Pogba, dal cilindro, con una sua invenzione, ha sconquassato la partita. I calciatori che ti cambiano la partita li devi lasciare stare”.

Al Catania stanno arrivando giocatori che possono fare la differenza mentre nel Bari stanno arrivando giocatori che, fino ad ora, non hanno ancora dato il loro contributo al cento per cento. Come si spiega questo?

“Pulvirenti sta costruendo una squadra da A. Se lei guarda la rosa del Catania è spaventosa. Rosina, Calaio’, Maniero, Leto, Sciaudone, Martinho e si parla anche di Jean Francois Gillet. Pulvirenti vuole andare assolutamente in serie A”.

E se il Bari non dovesse andare in serie A quest’anno cosa succederebbe?

“Se il Bari, facendo gli scongiuri, non dovesse andare quest’anno in serie A, l’anno prossimo gli sponsor che stanno affiancando Paparesta vorranno vedere i loro risultati perché loro hanno fatto degli investimenti e dei progetti sul Bari calcio. Se quest’anno non si dovesse andare in serie A, l’anno prossimo avremo poche chance di avere supporti economici perché gli sponsor vogliono vedere i risultati. La serie A ha un’altra visibilità e, ovviamente, il brend del Bari acquisterebbe importanza”.

Con la vecchia proprietà questo Bari era stato costruito per il 4 – 3 – 3. Secondo lei la nuova società poteva chiedere a Mangia e a Nicola di continuare su questo modulo?

“Non è la società perché Paparesta è incompetente. Se ci fosse stato Angelozzi, uomo di campo, avrebbe scelto l’allenatore per il 4 – 3 – 3. Il difetto, a mio avviso, lo sbaglio è a monte. Il divorzio Angelozzi – Paparesta. Noi paghiamo questo divorzio, in antitesi all’altro. Noi abbiamo due direttori sportivi, Antonelli sulla busta paga, Mangia e Nicola con i loro staff. Sono spese. Al di là degli undicimila abbonati i paganti sono una costante, sono cinque – sei mila. Le spese ci sono”.

Parliamo di Sciaudone. Arrivato a Catania, nella sua prima con la maglia catanese, ha dimostrato grande voglia di far bene tant’è che dopo la sua prima gara ha avuto in pagella un bel sette. Che ne pensa?

“Un grandissimo giornalista barese scomparso, Ignazio Schino, diceva sempre non bisogna più innamorarsi dei calciatori, degli idoli, ma bisogna pensare alla maglia perché i calciatori, come i presidenti, passano a rimane il Bari. È vero che è un po’ crude e ruda questa frase. Purtroppo è così. I calciatori attualmente sono iperprofessionisti guidati da procuratori che cercano di fare danaro il più possibile. Sciaudone sembrava un bravo ragazzo, affezionato al territorio, ben inserito. A me dispiace dal punto di vista umano, ma anche da un punto di vista tecnico perché il ragazzo è veramente promettente. Certo, qualcosa da lui la sapremo a maggio – giugno. Sapremo le vere motivazioni di questo addio al Bari. Lui è l’uomo dei selfie ed è andato via. È’ incredibile come le cose si capovolgono in modo repentino. Nessuno avrebbe scommesso un euro che Sciaudone sarebbe andato via quest’anno”.

D’Amore, le dico che Sciaudone è molto innamorato del mare…

“Anche se Maurizio Iorio vive a Milano, Igor Protti, Italo Florio sono giocatori che da Bari il legame è rimasto a distanza di anni, fortissimo. Io penso che Sciaudone e i suoi amici di Bari, Bari l’avrà sempre bel cuore. Lui farà l’iperprofessinista ma. In ci sarà più quel trasporto umani che abbiamo visto a Bari”.
Di Micol Tortora

Tutto su Micol Tortora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.