sabato , 28 Maggio 2022
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A TU PER TU CON… DEL 29 APRILE

L’avvocato – giornalista Giancarlo De Peppo
De Peppo il Bari continua a far parlare di se anche in trasferta

“Oltre alla vittoria di sabato contro il Padova c’è stata una padronanza di campo assoluta, una linea difensiva abbastanza alta e il gioco veniva avviato dai componenti della retroguardia con grande sicurezza, poi l’opera è stata completata dai centrocampisti e dagli attaccanti che se non di ruolo si inserivano a turno come è successo con i vari Sciaudone, Defendi e qualche altro”.

Contro il Padova non si è sentita minimamente l’assenza a centrocampo di Romizi

“Non si è sentita perché, diversamente da quello che si pensava, è stato il Bari a prendere il pallino del gioco e quindi in un certo senso ha dato anche ragione a quella che era la teoria dei due allenatori ad inizio campionato con un mediano centrale più propositivo rispetto a Romizi, cioè Fossati, che dal punto di vista dell’avvio dell’azione si fa leggermente preferire al pur bravissimo Romizi. L’altra nota lieta del pomeriggio di Padova è stata la prestazione superba di Nadarevic”.

Secondo lei quando è avvenuta la svolta di questa squadra che da un momento all’altro ha deciso di “tornare” nuovamente a giocare a calcio?

“Al di la della svolta dal punto di vista strettamente della classifica, dei risultati è più o meno concisa quando sono stati portati i libri in Tribunale. Io l’ho già detto, la vera svolta, secondo me anche se non ha dato frutti subito è stato il fatto che piano piano la squadra si è assestata, poi con i rinforzi di gennaio si è fortificata, è stata probabilmente quella dell’intervallo della partita di Bari – Ternana. Tranne la partita contro il Carpi in cui abbiamo avuto delle difficoltà, da allora sotto il profilo dell’assetto in campo, la squadra non ha più sofferto poi vuoi per sfortuna, vuoi per episodi particolari, solo le partite contro il Cittadella con la vittoria sfuggita all’ultimo e quella in casa contro lo Spezia sono state gli unici nei in tutto questo periodo”.

Secondo lei quante possibilità ha il Bari di centrare i playoff?

“Io dico che è ancora troppo presto. Dobbiamo aspettare la partita di Terni perché è vero che per andare avanti si va sempre col gruppo e con tutti quanti però andare a Terni con un portiere come Pena che, senza nulla togliere al rumeno che si applica e si allena settimanalmente, non fa una partita vera da quest’estate in casa contro il Lumezzane e poi penso a Sciaudone credo che la partita di Terni è un crocevia. Se riuscissimo a prendere i tre punti li scommetterei, anche se questo verbo non va pronunciato tra persone perbene, scommetterei sicuramente sui playoff solo in caso di vittoria”.

Sabato vedremo un centrocampo con Romizi e Fossati vista la squalifica di Sciuadone

“La squalifica di Sciaudone ci darà la possibilità col recupero di Romizi di vedere finalmente un centrocampo composto da Romizi, Defendi e Fossati. Contro il Padova non ho visto bene Fossati come uomo davanti alla difesa ma più come propulsore o al limite anche come esterno d’attacco un pò arretrato come succede nell’Under 21. Fossati potrebbe potrebbe prendere con un pò più di gamba benissimo il posto di Sciaudone e cercare anche di inserirsi a fare goal come faceva lo scorso anno ad Ascoli e quest’anno non è ancora riuscito a farlo a Bari”.

Cosa ne pensa di Nadarevic?

“Per quanto riguarda Nadarevic è un giocatore decisivo nel gioco del Bari perché consente a Defendi di fare di nuovo il centrocampista puro e a Galano ha tolto un pò di responsabilità perché Galano è l’unico che insieme a Guarna hanno giocato sempre da inizio campionato. In più c’è da dire un’altra cosa. Come mai quando le squadre avversarie si chiudono non riusciamo a fare goal o facciamo goal difficilmente? Tutto sta nel fatto che non abbiamo un bomber, un giocatore rapido negli ultimi metri un pò com’era Caputo lo scorso anno. mano mano devono cercare di inserirsi tutti per fare goal. Joao Silva sabato ha riposato un pò perché sta tirando, tranne la partita di Crotone, sta tirando la carretta da quando si è ripreso. Non è mai stato un bomber, ma è stato un giocatore molto importante negli schemi del Bari”.

E sui goal dei difensori cosa pensa?

“Per quanto riguarda i goal dei difensori è solo un caso perché ha tirato il rigore Polenta. Ceppitelli col suo quinto goal è una delle armi del Bari. Non dimentichiamoci che ultimamente ha fatto goal su calcio d’angolo in casa contro il Lanciano quando abbiamo vinto per 1 – 0”.

Avvocato, contro il Padova impeccabile Polenta dagli undici metri. Ha calciato un rigore da puro attaccante mandando la palla all’incrocio dei pali

“E’ stato un rigore da cardiopalmo. Meno male che l’ha calciato forte perché Mazzoni che è un ottimo portiere anche lui, non a caso ha rischiato seriamente di venire a Bari quest’estate, aveva intuito il tiro”.

Secondo lei ci sarà o meno una nuova proprietà?

“Io inizierei, uso il condizionale non a caso, inizierei ad avere un pò di paura se non dei timori. Per caso facendo sabato scorso zapping ho visto alla trasmissione sportiva “Dribbling” l’intervento di Gianluca Paparesta. A quel punto bisognerebbe essere tranquilli. Diciamo che siamo in una via di mezzo tra un pò di timore e un pò di fiducia per non dire sicurezza. Il 12 maggio ci sarà in Tribunale la seconda asta. Si partirà da un ribasso. Dai quattro milioni e trecento mila euro si arriverà a tre milioni e mezzo con un deposito cauzionale che si abbasserà dai tre milioni di euro, il famoso assegno circolare, a due milioni e duecento mila”.

A questo punto cosa ne pensa di Gianluca Paparesta?

“Ho fiducia in Paparesta perché è l’unico che dall’inizio dell’asta ci sta mettendo la faccia e che sta andando in giro a spese proprie. Ha avuto degli intoppi un pò per il periodo di crisi che c’è e un pò perché alcuni investitori, probabilmente russi, si sono visti bloccati per i recenti eventi che stanno succedendo in quei paesi tra Russia, Ucraina eccetera”.

Cosa ne pensa dell’assegno mancante il giorno dell’asta?

“Per quanto riguarda l’assegno mancante bisogna dire che il bando è stato un bando un pò non al passo con i tempi perché, questo non vuole essere una critica, i bandi si fanno non generalmente per le società di calcio. Quindi il solo fatto che si sia discusso per oltre un’ora in camera di consiglio se accettare quella lettera di credito o meno sta a significare che probabilmente anche se non c’era l’assegno circolare vero e proprio si è andati molto vicini alla realizzazione dell’impresa di acquistare il Bari. Non è escluso che nel prossimo bando d’asta ci possano essere indicati oltre all’assegno circolare dei documenti di titolo di credito equipollenti all’assegno circolare proprio per favorire eventuali investitori esteri. Per il momento dico che con qualche timore bisogna avere un minimo di fiducia perché Gianluca Paparesta è l’unico che ci ha messo la faccia. E’ un barese, non è un indiano o uno che se ne va da Bari. Non lo farebbe neanche per se stesso a fare scherzi. Per tornare alle risultanze interne della camera di consiglio che è durata più di un’ora significa che la questione non era così semplice. Il giudice De Simone che è un ottimo magistrato e questo lo posso dire visto che ho fatto con lei udienza diverse volte al Tribunale di Bari e tra un pò andrà a presiedere la sezione Gip a Taranto. Il giudice non doveva effettuare una decisione popolare o impopolare. Doveva attenersi olo alla legge così come ha fatto. Questo non toglie che quella documentazione di cui si dice che la firma era illegibile, che il timbro non era molto comprensibile, proveniva con un documento ufficiale perché i documenti provenienti da posta elettronica certificata hanno valore strettamente legale e sono ritenuti documenti ufficiali da una banca indiana, quindi non è che era una cosa campata in aria. Certo mancava di quei requisiti previsti dal bando e allora a quel punto si è preferito soprassedere ad una decisione soprattutto non essendosi presentato nessun altro”.

Secondo lei nella prima asta hanno vinto i Matarrese visto che dopo aver messo in vendita la società avevano dichiarato varie volte alla stampa che non vi fossero acquirenti per il Bari e poi si è visto com’è andata

“Diciamo che hanno vinto i Matarrese da un certo punto di vista. Dall’altro ha vinto il periodo di crisi perché mentre in una trattativa tra privati si possono usare dei mezzi di dilazione dei pagamenti per quanto riguarda una acquisizione all’asta non si possono avere dilazioni di pagamenti, ma bisogna pagare la somma interamente e soprattutto chace. Questo è il vero problema attuale del Bari”.

Secondo lei in questa seconda asta potrebbe farsi avanti ancora Montemurro?

“Montemurro che io non conosco personalmente, ma che in tante persone al momento della trattativa mi parlavano come di una bravissima persona e soprattutto molto tifoso del Bari, era solo il collettore di quella trattativa un pò come lo è Paparesta con questi altri investitori. Il vero compratore del bari era quel Rapullino da Casoria che sicuramente non può avere amore per il Bari e quindi ha detto a chiare lettere “il Bari mi interessava allora, ora non mi interessa più”. Si parla giustamente di interesse e non di amore per il Bari come può essere da parte di una persona che non è di Bari”.

Chiudiamo questa intervista con una battuta. Dopo gli indiani e dopo i turchi si spera di poter vedere interessato al Bari anche qualche imprenditore giapponese visto che c’è un imprenditore del Giappone è interessato ad acquistare il Milan calcio offrendo al presidente Berlusconi cinquecento milioni di euro subito, ma il presidente avrebbe declinato l’offerta dichiarando che il Milan non è in vendita.

“Purtroppo il nostro amto Bari non è il Milan. Dal punto di vista imprenditoriale il Milan è una cosa il Bari è un’altra”.
Di Micol Tortora

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