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A TU PER TU CON… DEL 4 DICEMBRE 2014

Con mister Carlo Prayer
Mister, quarta sconfitta consecutiva lontano dalle mura amiche, la sesta in campionato. Secondo lei quella di Bologna potrebbe lasciare uno strascico visto che almeno nel primo tempo i biancorossi hanno giocato alla pari contro gli emiliani?

“Mi auguro che questo non accada e che non ci siano queste turbolenze dovute alla quarta sconfitta lontano dalle mura amiche. io penso più alla vittoria di Catania in modo tale che questo possa essere quasi amuletico per cercare di esorcizzare questo pericolo. Sicuramente il cambio di modulo deve essere bene assimilato dai giocatori perché per una squadra che vive delle contraddizioni in termini pratici interne alla stessa squadra perché la squadra è sorta per fare un tipo di gioco, costruita opportunamente per il 4 – 4 – 2, un modulo che con Devis Mangia doveva essere proposto all’opinione pubblica e ai giocatori e poi è stata rivoluzionata sull’onta di una ritrosia da parte del pubblico che era ancora suggestionato dalle mirabili gesta dell’anno prima con un modulo assolutamente diverso, il 4 – 3 – 3. Ora la squadra è impostata su un impianto tattico totalmente diverso da quello della Nazionale italiana, l’1 – 3 – 5 – 2 o il 3 – 4 – 1 – 2, dipende dai punti di vista e dalla collocazione dei giocatori. Il Bari è una squadra che offre delle contraddizioni in termini pratici. E’ nato per uno schieramento, è stato composto per giocare il 4 – 4 – 2, ha vissuto una transizione con il 4 – 3 – 3 ed ora, invece, si propone con quello che è il modulo della Nazionale di Antonio Conte, il 3 – 4 – 1 – 2 o il 3 – 5 – 2. Ha bisogno dei tempi tecnici perché venga metabolizzato”.

Mister cosa pensa di Donnarumma? A Bologna nel primo tempo ha salvato il risultato in due – tre occasioni e, poi, verso la fine ha commesso quella “papera”. Come si spiega tutto ciò?

“Ho visto come forse tanti la partita in tv attraverso Sky. Ho visto l’indecisione di Donnarumma nell’occasione del goal e me lo sono spiegato in questi termini. Il campo bagnato e la palla che gli è diventata una saponetta nei guanti anche perché è stata tirata li all’improvviso. E’ stato uno scambio rapido, una mezza torsione del giocatore e, quindi, probabilmente anche la percezione tecnica del tiro ed il fatto che forse lui non abbia proteso bene in avanti le braccia e l’abbia tecnicamente riposto le mani verso la porta e non verso l’esterno al di fuori della posizione che assumeva in porta, probabilmente ha favorito questo goal. E’ una indecisione dovuta al fatto che in ragione del tempo, il pallone bagnato è sfuggito ad un portire che ha messo la posizione del corpo forse erroneamente rispetto alla porta. Tecnicamente l’ho vista così”.

Secondo lei Stevanovic si è un pò involuto tecnicamente? Secondo lei quale può essere il suo problema?

“I giocatori in primis devono calarsi nella mente di un modulo tattico diverso. Stevanovic è un attaccante che deve avere i tempi per intuirne la collocazione giusta in campo. E’ ovvio che se viene schierato da esterno di destra deve fare entrambe le fasi. Non sempre lui si trova ben disposto alla fase difensiva. La fase di non possesso oggi, sia chiaro per tutti, è fondamentale perché il calcio vive delle due fasi. Nessun giocatore può rimanere avulso da queste situazioni”.

Secondolei è stata giusta la sostituzione di Sciaudone con De Luca?

“Io credo che con Nicola con il quale ho fatto il corso da allenatore a Coverciano bisogna dare a tutti gli allenatori, quando subentriamo in corsa ad un altro collega, il tempo di comprendere bene la valenza di alcuni giocatori. Io contro il Bologna avrei visto Filippini entrare da difensore di fascia da quinto di sinistra mantenendo Sabelli da finto quarto di destra. Io mi sarei comportato così. Chiaramente questa sarebbe stata l’idea tecnico – tattica che avrei portato avanti. Per quanto riguarda Sciaudone visto e considerando il campo pesante io non lo avrei sostituito. Ora di fatto c’è da riferire a tutta l’opinione pubblica che il Bari è vivo. Ho visto una squadra tutto sommato viva che si è giocato alla pari con un Bologna che mi è sembrato in grandissimo spolvero”.
Di Micol Tortora
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