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A TU PER TU CON… FILIPPO DONVITO del 27 febbraio 2015

Conduttore della trasmissione sportiva “Punto 13 Talk Sport” in onda ogni lunedì e ogni venerdì alle 15 su Antenna Sud
Donvito, cosa pensa di questo Bari visto che sembra si sia svegliato dal suo torpore?

“Dal risultato di sabato contro il Lanciano sembra essersi svegliato; Credo che ci sia un fatto essenziale che è il ritorno a questo 4 – 3 – 3 che è nel dna del “San Nicola”. Poi, cosa importantissima, secondo me è che abbiamo quadrato la difesa, con la difesa a quattro con Rinaudo e Contini che inspiegabilmente era finito all’improvviso fuori rosa, con Sabelli e Calderoni che sono due certezze messe li. Credo che dia delle garanzie importanti, Guarna non lo dimentichiamo. Quindi se è vero che Roma si costruì dalle fondamenta, è vero anche che questa squadra, forse partendo da questa difesa solida, forse qualche certezza la da”.

Che ne pensa della prestazione di Boateng?

“Venerdì, e tu eri in collegamento telefonico, ero quasi convinto che Boateng avrebbe giocato. Che poi abbia giocato per un caso fortuito visto che De Luca era febbricitante, posso dire che comunque questo è il calcio. Alla fine Boateng ha giocato titolare, ha fatto una grande partita e mi chiedo ma dov’era prima. Perché non lo facevano giocare prima. Secondo me se dovesse giocare sempre così è un giocatore di altra categoria. Se poi ha un problema di rendimento e magari fa delle grandi partite e delle partite in cui è inguardabile, allora non saprei. Ma se dovesse giocare sempre come ha fatto contro il Lanciano è fortissimo”.

Nel dopo – gara contro il Lanciano mister Nicola avrebbe fatto intendere che forse domani potrebbe non scendere in campo con il 4 – 3 – 3.

“Non saprei. Generalmente squadra che vince e modulo che vince non si cambia. Dovrebbe tornare a disposizione Defendi al posto di Schiattarella”.

Che ne pensa di Romizi partito dalla panchina sabato scorso?

“Lello Sciannimanico che venerdì scorso era in trasmissione con me su Antenna Sud dava la sua spiegazione. Mi rifaccio a lui che è un tecnico per cui prendo le sue parole. Lui ha detto che quando giochi con un centrocampo a tre, Donati al centro va benissimo, poi devi avere un altro centrocampista che dia qualità ed è Bellomo e uno che magari la mette più sull’agonismo come Schiattarella. A questo punto Romizi dove lo metti? A quel punto, purtroppo, anche se abbiamo detto che Romizi era fenomenale ed eccezionale, l’assenza sabato del giocatore, secondo molti, ha aumentato la responsabilità degli altri a centrocampo perché quando gioca Romizi dicono tutti corre lui. Non essendoci Romizi probabilmente i tre di centrocampo hanno deciso di correre di più”.

Secondo lei sabato scorso è stato il Bari a non fare giocare il Lanciano oppure gli ospiti non sono mai scesi in campo?

“Come dicono molti esperti di calcio il Lanciano cosa ha più del Bari. Perché doveva fare una partita il Lanciano. Alla fine quando si parla di questa squadra si parla sempre di Mammarella che sembra che sia l’uomo che deve cambiare tutte le partite. Io credo che il Bari abbia fatto la sua partita e la partita l’ha spaccata con il goal di Galano, l’ha spaccata con Boateng che è stato irrefrenabile, soprattutto in progressione dove ha saltato l’uomo in continuazione e con una facilità spaventosa. Li abbiamo spaccato la partita e, poi, il goal di Galano l’ha chiusa. Credo che Guarna non abbia poi mai fatto una parata”.

La nota positiva di sabato scorso è stata che si è finalmente rivisto il pressing sui possessori di palla avversari e, soprattutto, si è vista anche una buona tenuta atletica.

“Assolutamente si. Io dico però voliamo basso. Voliamo basso perché questo è un campionato strano in cui la classifica è cortissima. Se la classifica è corta vuol dire che evidentemente c’è un rendimento altalenante nel senso che si vince e si perde un pò tutti. Se si pensa che il Crotone ha 25 punti ed è ultimo, siamo li. A 37 c’è il Lanciano che è ai playoff, il Catania a 29. E’ un campionato strano in cui tutto può accadere. Io continuo ad essere ottimista, continuo a crederci però voliamo basso. In questo momento stiamo tranquilli e sereni, stiamo vicini alla squadra, sosteniamola, portiamola alla salvezza e poi chissà. Dal prossimo mese le squadre che puntano a salire verranno fuori e, secondo me, verrà fuori il Catania ed il Bari”.
Sabato scorso si sono riviste finalmente la fasce.

“Perché c’erano in campo Sabelli e Calderoni. L’anno scorso i due giocatori hanno fatto molto bene mentre quest’anno per una serie di problemi fisici, problemi anche di moduli e di eccessivo nervosismo non sono riusciti a dare il massimo. Se stanno tranquilli e giocano come sanno, Sabelli e Calderoni non li prende nessuno. Il loro nervosismo potrebbe arrivare anche da lontano, per altre motivazioni”.

Per tornare a Boateng dopo averlo visto giocare contro il lanciano meriterebbe sempre di scendere in campo da titolare. Lei cosa ne pensa?

“Se dovesse giocare sempre così meriterebbe una maglia da titolare. Onestamente non conosco il passato calcistico di Boateng. Per questo campionato di serie B, per il livello che ha questo campionato, secondo me Boateng è uno che può giocare sempre”.

Donvito, parliamo dell’attacco che sabato scorso non ha punto parecchio ma ha fatto un gran lavoro in difesa con il ritorno nel reparto arretrato di Ebagua e di Bellomo.

“A proposito dell’attacco devo aprire una parentesi così come ho fatto in trasmissione. Non si può fischiare Ciccio Caputo all’ 85°, sul 2 – 0. Entra Caputo e lo si fischia. E’ una vergogna. Non esiste. Non è normale fischiare uno che ha la maglia del Bari, che entra all’ 85°, sul 2 – 0 e si chiama Caputo. Io credo che ora in casa avrà pochissimo spazio. Attenzione però perché i goal di Caputo potrebbero essere molto utili anche tra qualche tempo, tra qualche settimana. Questo ragazzo non bisogna bruciarlo intanto perché è un capitale della società. Se noi lo bruciamo, automaticamente la società perde anche un capitale e poi perché comunque ci può sempre tornare utile. Lui i goal li ha sempre fatti in passato, li ha fatti anche quest’anno e potrebbe farne altri. Se poi lo si continua a fischiare allora…Caputo è un giocatore che ha sempre fatto goal, quest’anno ne ha sbagliati, è ovvio. Se lo fischi il giocatore perderà la sua serenità ed il goal non te lo farà mai, neanche a porta vuota”.

Cosa ne pensa di Galano che sembra essere tornato il Galano di una volta?

“Per Lello Sciannimanico, Galano potrebbe giocare anche con una sola gamba perché è uno di quelli che fa sempre la differenza. Anche lui, secondo me, ha avuto un momento difficile perché forse ha sentito anche poco la stima dell’allenatore, perché quando inizi ad entrare e a uscire, a fare dieci minuti… E’ un ragazzo che evidentemente caratterialmente va incoraggiato, va sostenuto perché se mettiamo in discussione Galano allora è finito il calcio. Il ragazzo deve sentire la fiducia”.

Sembra che Galano abbia trovato più tranquillità con l’arrivo di Bellomo.

“Questo non saprei dirlo”.

Durante il mercato di riparazione mister Nicola disse durante una conferenza stampa che Galano gli aveva chiesto di andare via. Poi durante il mercato non si è più parlato del giocatore che alla fine è rimasto a Bari. Secondo lei chi ha sbagliato in questa situazione?

“Tutta la vita Nicola perché non sono dichiarazioni che si possono fare. Non è normale andare in sala stampa e dire che galano mi ha chiesto di andare via. Non è normale, secondo me, andare in conferenza stampa e dire che questa squadra non può andare da nessuna parte. Per molto meno qualcuno è stato mandato via da Bari. Per aver detto molto meno c’è stata gente che ha perso la panchina il giorno dopo. Per me è stata una tremenda gaffe andare in sala stampa e dire che Galano voleva andare via. Meno male che i tifosi ancora lo applaudono”.

Secondo lei perché è venutafuori questa dichiarazione del mister su Galano?

“Galano in quella partita entrò credo a dieci minuti dalla fine e lui per giustificare questa sua scelta andò in sala stampa e dichiarò che il giocatore aveva giocato pochi minuti perché lui gli aveva chiesto di andare via”.

Come allenatore la convince Nicola?

“Come persona nulla da dire. Lui è un filosofo. Diciamo che è sulla falsa riga di Ventura, dice tutto e non dice niente. I risultati sono dalla sua parte. Ha fatto bene a Livorno, ha fatto bene a Lumezzane. La lettura delle partite non è felice, almeno fino alla gara prima di quella contro il Lanciano. Aveva una lettura completamente errata, la squadra era messa male in campo. Fino ad ora a bari ha fatto male. Togliendo la partita di sabato scorso ha la stessa media punti di Mangia con un gioco peggiore. Mangia almeno aveva una idea, ha provato. Contro il Lanciano qualcosina in più si è vista. Fino a prima della gara interna di sabato scorso c’è stato assolutamente il vuoto, il nulla. Abbiamo visto prima una squadra che prendeva il pallone e lo lanciava dall’altra parte del campo alla ricerca di non so che cosa. Nella conferenza stampa del presidente Paparesta lui si è un pò immolato per salvare Nicola. Io ho detto che alla fine non è lui il responsabile di quanto accade perché, alla fine, compra i giocatori, li metti li, sono tutti giocatori che quando arrivano siamo tutti pronti a dire mamma mia è arrivato quel giocatore o quell’altro, siamo uno squadrone, siamo fortissimi. Questo lo dicevano anche i media nazionali”.

Paparesta ha mandato via Mangia. Secondo lei avrebbe dovuto mandare via anche Antonelli visto che il progetto era fallito?

“Non solo. Antonelli ha anche fatto la campagna di gennaio. L’ha fatto con il rumeno. Qualcuno Antonelli lo dava in vacanza, qualcuno lo dava da un’altra parte per cui evidentemente il direttore Antonelli deve stare qui a Bari. Io l’ho visto nel giorno della conferenza stampa del presidente, era messo li in ultima fila, quasi nascosto. Non mi piace il ruolo il modo in cui interpreta questo ruolo. Io credo che per il momento sarebbe stato opportuno essere al fianco del presidente. Ripeto e torno a dire. Non è giusto che vada ad immolarsi solo Gianluca Paparesta. Qualche altro deve metterci la faccia e la deve mettere soprattutto chi con Paparesta ha fatto la squadra, il signor Antonelli”.

Secondo lei quanti errori sono stati fatti da questa società?

“La società ha fatto tanti errori ma non lo dico io. Poi lo ha detto anche il presidente che di errori ne sono stati fatti e ne sono stati commessi tanti. Tanti per inesperienza, per la voglia di fare, per la voglia di fare subito delle cose in grande. Il primo errore è stato dire che saremmo andati subito a fare la promozione. Già quello è il primo errore che un presidente avveduto non avrebbe mai commesso. Non iniziamo a spaccarci. A risentire le prime polemiche nei confronti della società mi è sembrato di tornare indietro di anni quando ho sentito che con quel presidente, che non nomino, i tifosi avevano deciso di non andare più allo stadio. Cerchiamo di superarle queste cose. Quando si ripete che la serie B è un patrimonio, visto che in questa città non abbiamo più nulla a livello sportivo, vogliamo tutelarla questa serie B? Abbiamo trovato un Paparesta che si è lanciato in una operazione complessa, difficile. Vogliamo stare uniti ora?. I tifosi sono sempre convinti che il giornalista deve essere quello che sta li a fare lo zorro. Io credo che debba anche segnare un pò una strada nel senso che in questo momento conviene restare uniti. In questo momento sparare sulla Croce Rossa è facile. L’esempio emblematico è quello che sta accadendo nel mondo del calcio. Il Barletta non sappiamo che fine farà. Per quanto riguarda il Lecce i Tesoro si sono disimpegnati. Quante società ci sono che rischiano di non fare il prossimo campionato. Qui a Bari si parla solo che il presidente ha preso gli impegni con gli undici mila abbonati. Gli undici mila che hanno sottoscritto l’abbonamento lo hanno sottoscritto per amore del Bari. Bisogna imparare che non perché si debba andare subito in serie A”.

Ultima domanda. Secondo lei Nicola ha bocciato definitivamente Donnarumma?

“Il portiere è il ruolo più delicato in una squadra di calcio. In ogni società c’è sempre il primo portiere e il dodicesimo. Qui a Bari siamo partiti male, anche su quello, perché non si è mai capita una cosa. Guarna era primo, poi, all’improvviso, è diventato dodicesimo. Ora torna ad essere primo. Il portiere ha bisogno di avere continuità, di avere stima. Donnarumma ha avuto la stima per molto tempo, con tutti i suoi limiti. Ora sembra che le gerarchie si siano un pò invertite. Non so se l’errore sia stato commesso a settembre”.

La stessa cosa l’abbiamo vista in casa Torino con Padelli – Gillet.

“Padelli lo scorso anno ha giocato bene, ha iniziato bene questo campionato. Poi è arrivato Gillet, ma ormai il posto era andato. Tra l’altro a Catania, Gillet sta facendo bene. Secondo me la squadra centrerà i palyoff”.

Come si spiega che questo Catania vada bene in casa mentre fuori non convince più di tanto?

“Quello è un mistero del calcio. Anche li, tu compri il meglio che c’è ed il Catania ha preso da Gillet, a Calaiò e a quanto di meglio ci possa essere. Potrebbero fare due squadre. Bisognerebbe stare li e capire qual è il problema”.

Donvito, che ne pensa dei cavalli di ritorno?

“Sono assolutamente contrario. Quando ho sentito di un ritorno di Barreto a Bari non l’ho mai pensato anche se il giocatore a Bari è stato un grande giocatore. Avete visto anche lo stesso Donati che difficoltà ha avuto. Forse la partita di sabato scorso è stata la prima partita convincente. Per quanto riguarda Stoian non ne parliamo. Secondo me Stoian non ha voglia di stare in questo campionato. Una volta che hai fatto la tua esperienza vai via a fare altro fuori”.

Donvito, secondo lei mister Nicola in queste due gare ravvicinate di campionato farà il turn – over?

“Spero di no perché non è il momento di fare sperimentazioni. Ora bisogna mettere dentro punti il più possibile. A Modena non avremo Schiattarella squalificato ma rientrerà Defendi. Io spero che confermi la squadra così come l’abbiamo vista sabato. Per me non è più il momento di fare cambiamenti. Ormai bisogna puntare su un gruppo. Mi dispiace per Romizi, mi dispiace per Caputo e per De Luca. Sicuramente verranno utili in seguito. Fossi io l’allenatore farei giocare l’undici sceso in campo contro il Lanciano con l’innesto di Defendi al posto di Schiattarella. Poi il calcio è stano. Capace che a Modena ci troveremo una formazione completamente diversa. Non lo so. Modena e poi Catania. Già li potrebbe esserci qualche cambio”.
Di Micol Tortora

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