sabato , 19 Settembre 2020
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A TU PER TU CON… LUCIANO GAUDINO, ex attaccante del Bari dal’78 all’81

Nella sua carriera ha vestito diverse maglie come quella della Lodigiani, del Frosinone, della Reggina, del Casarano, del Varese, del Milan e del Bari. Luciano Gaudino, classe ’58, dopo essere cresciuto calcisticamente parlando nelle giovanili della Nocerina fu acquistato dal Milan dove fece il suo esordio nella massima serie il 27 novembre del’77 in occasione della gara Pescara – Milan, partita vinta per 2 – 0 dai rossoneri a tavolino. Col Milan totalizzò 14 presenze e 2 reti. Quando passò al Bari nel’78 collezionò 45 presenze realizzando 14 reti. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella sua casa di Genova e abbiamo fatto quattro chiacchiere sul problema del Coronavirus in Italia e sul bel periodo trascorso a Bari.

 

Secondo lei come ne usciremo da questa situazione

“E’una situazione talmente anomala che è difficile fare delle previsioni. Tutti quanti, a livello lavorativo e personale, ci stiamo preparando a questa nuova frontiera, a questo nuovo mondo che sicuramente, al di la di tutto, porterà inevitabilmente a dei cambiamenti. E’ normale che bisogna essere positivi, ottimisti e sperare che questa situazione si possa risolvere il prima possibile e che porti delle migliorie nella nostra vita. Identificare quali possano essere diventa difficile perché ognuno di noi reimposta la vita a seconda di quelli che sono i propri canoni, i rapporti e quant’altro. Bisognerà ragionare in un modo diverso. Quello che cambierà notevolmente, e quello che personalmente deve preoccupare molto, saranno le condizioni economiche di tantissima gente perché questa situazione inevitabilmente toccherà tantissima gente, e non di poco. Sarà una catena che trascinerà giù tante situazioni per cui bisognerà essere forti e preparati a questo”.

 

In questa quarantena prolungata cosa fa durante la giornata e come passa il suo tempo

“In famiglia. Ho la fortuna di avere un po’ di giardino per cui la mia vita in questo senso è cambiata poco. I miei spazi mi permettono di non fare una vita segregata e mi rendo conto di avere una enorme fortuna. Per tutto il resto, soprattutto a livello lavorativo, sono come tutti quanti penalizzato. Tutto sommato sono un privilegiato, sono un fortunato”.

 

Parliamo di calcio. Lei ha vestito varie maglie tra le quali quella del Milan dal’77 al’78 e dal’78 all’81 quella del Bari. Cosa ricorda del periodo barese e cosa le è rimasto dentro

“Bari mi è rimasta, oserei dire, addosso perché è stato un periodo della mia vita molto ma molto importante visto che arrivavo da una situazione privilegiata visto che arrivavo da una società di serie A dove avevo anche esordito giocando con fenomeni del calcio italiano. Bari mi ha aperto gli occhi sulla realtà del calcio. E’ stata anche una piazza che mi ha dato molto, che mi ha molto aiutato contestualmente in un periodo difficile visto che nel secondo anno a Bari ho subito un infortunio abbastanza grave che ha compromesso un po’ le aspettative calcistiche della mia vita. Nello stesso tempo ho trovato una piazza e una regione meravigliosa con delle splendide persone, persone con le quali mi sento tuttora anche se non in maniera frequente. Cerco di mantenere un buon rapporto anche se poi la vita di tutti prosegue con direzioni diverse. Fa sempre piacere ricordare Bari, Bari – Palese e quant’altro”.

 

Secondo lei è giusto il ripescaggio in serie C? Per molti club è una cosa da non farsi. A tal riguardo cosa ne pensa

“Sono situazioni anomale. La situazione che stiamo vivendo attualmente ci ha portato a rivedere un po’ tante cose che fino a ieri erano scontate. Chiunque debba prendere delle decisioni è condizionato da questa situazione e non è semplice. Ci sono società che hanno investito per poter salire di categoria e ci sono società che hanno investito meno e che hanno subito perdite di pochi o tanti investimenti che hanno fatto. Sinceramente non so quale potrà essere la decisione giusta. Credo, però, che dovrà essere una decisione condivisa dalla maggior parte dei partecipanti perché tutti quanti dovranno prendere coscienza che quella che si è venuta a creare non è una situazione derivata da, ma da una situazione nata da rischi derivanti da altre situazioni. Bisognerà avere la collaborazione di tutti quanti. Solo così si potrà accettare con meno difficoltà quella che potrà essere la decisione finale”.

 

Cosa ne pensa invece di ricominciare il campionato di serie A. Secondo lei è giusto o meno. Le società che contano di più spingono per la ripresa

“Il calcio è diventato un business. Non è una novità e non è una cosa che dico io visto che è sotto gli occhi di tutti. Gli interessi sono enormi. Da quello che ho potuto capire il discorso della serie A è vincolato un po’ a quelli che sono i parametri di sicurezza, per cui solo società strutturate in un certo modo potranno far fronte a quelle che sono gli obblighi sanitari ai quali saranno sottoposti i giocatori. In questo caso presumo che si unisca un po’ l’utile al dilettevole. Si è parlato anche di società che potrebbero utilizzare i loro centri sportivi addirittura come case dove poter rimanere all’interno della struttura per poter affrontare le ultime partite di campionato. Ma non tutte le società dispongono di centri sportivi. Credo sia giusto fare così per portare a termine la stagione calcistica, stagione che vede anche tutti gli interessi pubblicitari, di sponsor e non solo essere portati a compimento”.

 

Cosa vuole dire ai tifosi di Barimania

“Chi ha conosciuto Bari e il pubblico barese non può assolutamente dimenticare. E’ davvero qualcosa di magico che ti porti dentro. Non più tardi di qualche giorno fa ho parlato con Graziano De Luca con il quale ho giocato insieme nel Bari e abbiamo ricordato proprio il periodo trascorso nel capoluogo. Tutto quello che abbiamo detto è stato accompagnato da un sorriso. Ricordo meravigliosamente la gente di Bari e la piazza di Bari. Rimarranno sempre con me”.

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