giovedì , 24 Settembre 2020
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A TU PER TU CON… PIETRO MAIELLARO, ex centrocampista del Bari dall’87 al’ 91

Quando toccava palla lui i tifosi si aspettavano che potesse succedere di tutto. Stiamo parlando di Pietro Maiellaro, classe’ 63 che ha vestito con orgoglio la maglia del Bari dall’87 al’91 totalizzando ben 119 presenze mettendo a segno 26 goal. In tanti lo ricordano per il suo modo di giocare, creativo, dotato di una buona tecnica e, soprattutto, molto bravo ed abile con il destro. In campo era anche un ottimo “inventore” visto che dal suo piede partivano cross pennellati per gli attaccanti ed era anche molto bravo sui calci piazzati. I tifosi di quel periodo lo ricordano ancora per un tiro che effettuò dalla distanza di quaranta metri che battè il portiere del Bologna, Gianluigi Valleriani in occasione della partita contro i rossoblù del 24 marzo del’91. Insomma, è stato davvero uno dei più validi centrocampisti che il Bari abbia avuto. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Vediamo cosa ci ha detto.

 

E’ giusto, secondo lei, far riprendere il massimo campionato dopo altri casi di positività di alcuni giocatori proprio in questi giorni

“Dal mio punto di vista non è giusto ed è molto difficile visto che questa epidemia continua a minacciarci e ci sono ancora grossi problemi. Come si disse qualche tempo fa è anche giusto come concluderlo, altrimenti bisognerà prendere delle decisioni drastiche, cosa che non sarà molto facile, visto che ci saranno dei ricorsi se si dovesse concludere così e i tribunali ne sarebbero pieni. I massimi vertici del calcio dovranno prendere una decisione e, poi, ognuno si prenderà le proprie responsabilità. Sappiamo tutti che il calcio è una economia e un’azienda troppo importante. E’ la terza o quarta economia a livello nazionale. Come azienda è importantissima per cui dovranno trovare il modo di farla andare avanti”.

 

Se si dovesse riprendere una delle novità saranno i cinque cambi che ogni squadra potrà fare. Giusto o sbagliato

“Se dovessero decidere in questo modo è perché dovranno fare tre partite a settimana, domenica – mercoledì – domenica. Hanno fatto questa regola per dare un apporto in più alle squadre per dare la possibilità di cambiare molti giocatori durante la settimana così ogni squadra sarà più fresca e nessuno avrà vantaggi. Ripartirebbero tutti alla pari. Credo che abbiano fatto bene a fare una cosa così. Non si sa se in seguito potrà rimanere la stessa regola. Sicuramente andrà valutata durante le ultime gare di campionato che ci saranno”

 

Parliamo del Bari. Il Carpi potrebbe raggiungere Vicenza, Reggina e Monza in B grazie al criterio dei “meriti sportivi” che in molti non hanno ancora capito cosa siano. Che ne pensa di ciò

“Il problema è che dovremmo capirlo un po’ tutti. Se dovessimo andare indietro con la storia non si è mai parlato di “meriti sportivi”. Il Bari è la seconda migliore classificata di tutte per cui non riesco a capire il criterio. Questa cosa andrebbe approfondita con il presidente Ghirelli e con tutti i tuttologi che fanno e s’inventano di tutto. Questa cosa diventa brutta e problematica. Credo che per il Bari non andare in serie B sarebbe un dramma perché noi dobbiamo per forza salire”

 

24 marzo del’91. Realizzò una splendida rete da quaranta metri a Valleriani, portiere del Bologna. Cosa ricorda di quel momento

“Quella contro il Bologna fu davvero una bella partita per noi in quanto dovevamo vendicare la partita dell’andata. Nello spogliatoio ci fu un patto tra noi giocatori. Quella gara la giocammo alla morte e la stravincemmo. La rete da me realizzata fu davvero una cosa estemporanea, mi venne così, visto anche che avevamo un vantaggio cospicuo. Se non fosse andata a buon fine ci sarebbe stato solo il tentativo. Invece, poi, andò alla grande e avendo realizzato quella rete vengo ancora ricordato, dopo trent’anni, anche per questo. Fu davvero un bel goal”

 

In campo era un creativo. Quando aveva la palla i tifosi si aspettavano sempre un numero, una giocata particolare.

“Ho avuto un dono coltivato per strada, giocando sull’asfalto e sulla terra. Poi, pian piano ho incominciato a gustare e a sentire il profumo dell’erba. Questo ha fatto si che spiccasse dentro di me anche quel tipo di fantasia e di genialità che è venuta fuori col tempo. Qualcosa l’ho migliorata col tempo e qualcosa mi è stata data da madre natura”.

 

Ha giocato con calciatori di un certo livello come Borgonovo, Mazinho, Batistuta e Tovalieri. Chi ricorda di più di questi giocatori e perché

“Ci sono stati grandi campioni come Dunga e Batistuta. Ho giocato insieme e me li ricordo per il loro modo di giocare. Borgonovo è stato un ragazzo serio, allegro con il quale ci si divertiva molto. Era davvero un grande compagno di squadra. Inoltre ricordo che era anche un opportunista dell’area, molto rapido, un rapace. Per quanto riguarda Mazinho era un ragazzo molto buono, un grande terzino che spesse volte ha fatto anche il mediano. Andò anche a vincere un Mondiale. Ricordo che quando venne Batistuta alla Fiorentina era un ragazzo molto giovane e si doveva ancora raffinare. Era ancora grezzotto, aveva molto impeto. Era un ragazzo forte fisicamente e non aveva paura di nulla. A livello di base, a livello tecnico doveva migliorare tantissimo. Poi quando si è migliorato è diventato fortissimo. Per Tovalieri va fatto lo stesso discorso di Borgonovo. Grande ragazzo, molto precoce a livello professionale. Era molto rapido in area di rigore, vedeva bene la porta. Era molto furbo e astuto”.

 

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