giovedì , 26 Maggio 2022
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Donati: “Ho voglia di rimettermi in gioco”

 

“Voglio essere – ha proseguito l’ex giocatore del Verona – un punto di riferimento per tutto il gruppo”

 

 

Questo pomeriggio Massimo Donati è stato presentato alla stampa. L’ex giocatore del Verona che ha vestito già la maglia del Bari dal 2009 al 2012 totalizzando la bellezza di ottanta due presenze con quattro reti all’attivo in conferenza stampa ha spiegato subito i motivi per i quali appena contattato dal ds Antonelli ha accettato immediatamente. “I motivi di essere tornato a Bari sono tanti. Uno di questi potrebbe essere perché quando sono stato qua ho vissuto due anni e mezzo molto intensi, sia in positivo che in negativo e quindi decidi di tornare. Un altro motivo può essere perché magari hai lasciato una cosa a metà, può essere anche il fatto che qui a Bari c’è una tifoseria ed una piazza importante che vuole tornare e stare ad alti livelli. Le motivazioni sono molteplici, poi ogni persona cerca di trovare i pro ed i contro in ogni decisione. Io ho impiegato pochi secondi a capire che per me erano più i pro che i contro. Appena c’è stata la possibilità sono venuto subito”.

 

Quando ha giocato nel Bari il giocatore di San Vito al Tagliamento era capitano di questa squadra. Ora quella fascia che ha indossato è passata a Ciccio Caputo. Ecco cosa ha detto in merito Donati. “Sono andato via da Bari a metà stagione che ero capitano, c’era un’altra proprietà, le cose non andavano proprio bene. C’erano aspetti positivi ed anche quelli negativi. Quella ormai è acqua passata. Adesso sono venuto qua cercando di pensare a quello che c’è da fare e non pensare a quello che è stato e a quello che poteva essere. Adesso sono qua, c’è da rimboccarsi le maniche, ci sono tante cose nuove e tanto entusiasmo per cercare di tornare in alto”.

 

Donati ha anche spiegato che cosa vorrebbe vivere e non più vivere a Bari. “Cosa non vorrei vivere credo che sia tutto quello che è successo negli anni passati. Per quanto riguarda cosa vorrei vivere è la mia prima stagione in serie A. Ho visto che adesso siamo in serie B la stagione ancora prima che ci fossi io quando c’era Conte come allenatore e sono saliti in serie A. Quello credo che siano stati davvero due anni fantastici, sia quello di serie B prima che quello di serie A dopo”.

 

Il giocatore ha affermato che per lui è uguale o che si giochi con il 4 – 3 – 3 al 4 – 4 – 2. “Per me non cambia nulla perché nella mia carriera ho giocato in tutti i due i modi quindi per me non ci sono problemi. L’importante è come si affronteranno le partite, con la voglia e la determinazione. Alla squadra tutti questi moduli e tutte queste cose sono importanti fino ad un certo punto”.

 

Donati ha tanto entusiasmo e tanta voglia di rimettersi in gioco. “Ho tanto entusiasmo e tanta voglia di rimettermi in gioco anche se è passato qualche anno visto che ora ho trentatrè anni, fisicamente grazie a Dio sto bene per cui ho tanta voglia di fare le cose perbene, di aiutare una squadra molto giovane a crescere in tutti i sensi. Voglio essere un punto di riferimento a prescindere di scendere in campo o meno, a prescindere di giocare bene o male. Voglio essere un punto di riferimento si8a dentro che fuori dal campo. Credo di essere in grado di farlo e darò il massimo per aiutare tutti i miei compagni, per aiutare la società, per aiutare l’allenatore perché tutti cerchino di fare il meglio possibile”.

 

L’ex giocatore del Verona ha provato a spiegare il perché il Bari ha cercato proprio lui. “Credo che sia il fatto che avendo il Bari una squadra molto giovane era importante avere qualcuno all’interno del gruppo con più esperienza che possa essere utile. Poi il tempo ed il campo dirà se sarà veramente così. Spero però che mi abbiano preso anche per le mie qualità in campo”.

 

Per Donati non sarà un problema che sabato al posto della Juventus ci sia l’Entella. “Per me non è un problema altrimenti non avrei neanche preso in considerazione il fatto di venire qui. Sono cose del calcio, momenti che si vivono. E’ logico che ci sono alti e bassi, momenti che si vivono. L’importante è come li affronti. Devi affrontarli con massima determinazione e con la massima voglia a prescindere da contro chi giochi. Dopo quello che è successo negli anni scorsi ho la fortuna di poter tornare a Bari a testa alta senza che magari qualcuno mi possa guardare in faccia senza che debba abbassare lo sguardo. Per me questa è la cosa importante. Poi è logico che vieni giudicato per come giochi, ma per me quella è una cosa secondaria. Qui a Bari nessuno può parlare di me come persona. Possono dire che magari sono un disastro a giocare o sono bravo a giocare. Io cammino a testa alta e sulla mia persona non si discute. Contro la Juventus abbiamo vinto la prima partita e dopo siamo retrocessi. Sono momenti, affronto le cose al massimo cercando di fare il meglio possibile. Ogni tanto vado su Youtube e vado a riguardarmi la rete che ho realizzato contro la Juventus e mi viene la pelle d’oca. Sono stati momenti belli che sarebbe bello per me e per tutti i tifosi del Bari rivivere. In serie B o in serie A fa poco la differenza. L’anno scorso in serie B al “San Nicola” c’erano sessanta mila spettatori quindi erano momenti belli che si vivevano a prescindere da tutte le altre cose”.

 

Donati ha confermato di essere voluto venire a Bari perché lo voleva visto che con il Verona aveva ancora un anno di contratto. “Sono ritornato a Bari perché volevo venire. Alla fine potevo starmene anche dove ero perché avevo un altro anno di contratto, potevo stare in serie A con una squadra come il Verona che alla fine sta facendo le cose perbene. Se non avessi voluto avere rogne me ne stavo li tranquillo. Mi sono voluto rimettere in gioco, sono venuto in una piazza e in una società in cui credo e sono tornato in una città e in una squadra io e la mia famiglia siamo stati molto bene. Tutta la mia famiglia è contenta di tornare qua e anche questo ha influito. La serie A e la serie B sono momenti della vita, magari l’anno prossimo saremo di nuovo in serie A. Chi lo può sapere. Se mi avessero detto di scendere di categoria in un’altra squadra ci avrei pensato mentre qui non l’ho fatto”.

 

Il giocatore ex Verona ha spiegato che prima di venire a Bari ha avuto la telefonata da parte di Caputo e non per la fascia di capitano. “Tre sere fa dove io non avevo ancora firmato ed era venuta fuori la notizia di un mio probabile passaggio al Bari, Caputo mi ha chiamato e gli ho detto subito che non sarei venuto a Bari per la fascia di capitano. A parte gli scherzi Caputo mi ha chiamato perché voleva sapere se fosse vera la notizia del mio passaggio al Bari”.

 

Di Micol Tortora

 

 

 

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