giovedì , 26 Maggio 2022
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Il “mea culpa” di Antonelli

“Se oggi – ha proseguito il direttore sportivo del Bari – abbiamo 19 punti qualche errore è stato fatto”

Questa mattina presso la sala stampa dello stadio “San Nicola” ha tenuto una conferenza stampa il direttore sportivo Antonelli il quale ha parlato del prossimo mercato di gennaio e dei punti in classifica della squadra. Il direttore sportivo biancorosso ha iniziato la conferenza stampa parlando proprio del prossimo mercato di riparazione. “Siamo arrivati ad un momento dove avremo le nostre riflessioni. Abbiamo un allenatore che è con noi da dodici giorni, ci confrontiamo quotidianamente non soltanto per quello che dovrà accadere a gennaio ma anche per quello che viviamo giorno per giorno. Ci siamo dati dei tempi visto che l’allenatore ha chiesto dei tempi logici per poter capire la squadra e per poter capire dove eventualmente dobbiamo intervenire. In questo siamo assolutamente concentrati sul campo, su quello che lui ne trarrà fino almeno alla partita con il Brescia. A quel punto ci metteremo seduti e probabilmente lui avrà un’analisi e un quadro completo della situazione. Il campionato inevitabilmente, senza offendere l’intelligenza di nessuno, ha dato delle risposte diverse da quello che noi auspicavamo all’inizio anche se siamo convinti che questa è una squadra importante con dei valori tecnici e morali importantissimi. Sicuramente qualcosa non è andato perché altrimenti sarei poco intelligente a dire l’esatto contrario anche se invito ognuno di voi a dirmi se il 2 settembre ognuno di voi non pensava che questa fosse una squadra capace di poter far particolarmente bene in questo campionato e mi ricordo come nelle griglie di partenza eravamo secondi o giù di li dopo Catania o poco altro. Evidentemente qualcosa non ha funzionato e noi con grande senso di responsabilità dobbiamo verificare come poterci migliorare. Ripeto, diamo tempo anche all’allenatore di capire che organico ha, che uomii ha fino a quella che sarà una data dove ci sarà una sosta e da quel momento in poi lavoreremo”.

Antonelli non si è sbottonato più di tanto su quanti giocatori potrebbero arrivare per reparto. “Potrebbero essere tre, potrebbero essere quattro però, credetemi, per quanto mi riguarda dal punto di vista dirigenziale è normale che io mi debba confrontare non dal 24 di dicembre in poi. Io devo confrontarmi con me stesso e con la mia realtà che è la mia proprietà anche perché noi dirigenti ci confrontiamo quotidianamente anche in questo momento. E’ normale avere delle idee così come è altrettanto normale aspettare quelli che saranno i dettami del tecnico a tempo debito”.

Dopo l’esonero di Mangia il direttore sportivo del Bari non si è sentito in discussione. “Mi metto in discussione tutti i giorni perché sono direttore sportivo di questa straordinaria società per cui è giusto mettersi in discussione quando i risultati non arrivano. La proprietà mi ha dato sempre grande testimonianza di fiducia e lo testimonia il fatto che sono qui in questo momento. In questi casi non è che bisogna ripetere sempre le stesse cose. Anche nella conferenza stampa di presentazione di mister Nicola credo che il presidente sia stato abbastanza chiaro in quel tipo di orientamento”.

E sul budget economico da investire nel mercato di gennaio ha detto. “Non c’è un budget, c’è soltanto la voglia di migliorarci. Non abbiamo assolutamente toccato nessun tipo di questione in riferimento alla parte economica, amministrativa, budget o situazioni di questo genere. Noi sicuramente siamo attenti a volerci migliorare “.

Sicuramente la nuova società ha sbagliato qualcosa durante il mercato estivo visto che dopo sedici giornate di campionato il Bari si ritrova con appena 19 punti in classifica. Il direttore sportivo proprio su questo ha fatto il suo “mea culpa”. “Se oggi noi siamo a 19 punti e se abbiamo perso fino ad ora sei gare evidentemente qualcosa non ha funzionato. Non è che non ha funzionato qualcosa nel singolo calciatore, nell’esperienza o nell’inesperienza. In generale siamo convinti di avere un gruppo importante. Siamo convinti, come lo siamo stati dal 2 settembre, come tutti voi. Ancora leggo di illustri addetti ai lavori non di Bari che ritengono che questa squadra sia una squadra costruita per far bene. Però se siamo a 19 punti e se ancora oggi siamo alla ricerca di una continuità per poter legarci a quel carro importante che potrebbe darci la vera espressione di quello che è stato il nostro percorso perché noi volevamo essere una squadra che voleva far bene. Se non stiamo facendo questo evidentemente qualcosa è stato sbagliato. Voi avete fatto giustamente una serie di analisi che possono essere in vari reparti, ho letto tantissimo nel reparto offensivo come ho letto alcune situazioni nel reparto difensivo. Credo che un pò tutti noi dovevamo fare qualcosa in più. Se oggi abbiamo 19 punti qualche errore è stato fatto”.

Questa squadra ha delle lacune che si sono evidenziate quasi subito. Ecco come ha spietato il ds del Bari questo fatto. “Ceppitelli è andato in serie A ed era una compartecipazione con il Parma. Ceppitelli non lo abbiamo mai trovato in questo organico e non era un giocatore che potevamo valutare o evidentemente utilizzare. Se Polenta non è qui, a trecento sessanta gradi, quando noi abbiamo costruito la squadra con l’incidenza della scorsa conduzione tecnica si era ritenuto opportuno che l’organico che stavamo costruendo fosse quello ideale. Abbiamo in Camporese uno che ha vinto lo scorso anno un campionato, abbiamo in Ligi il giocatore premiato come miglior difensore sinistro della serie B che lo scorso anno giocava a quattro. Probabilmente quello che era stato indiziato come calciatore meno positivo, Matteo Contini, sta dimostrando a tutti che partita per partita probabilmente è più positivo di tutti. Non mi va di andare a parlare del singolo perché siamo ancora convinti di avere un organico importante, ma siamo altrettanto convinti che dobbiamo migliorarci soprattutto dal punto di vista oltre che nello specifico, proprio il calciatore nello specifico, nella qualità del calciatore nello specifico che può essere la punta strutturata, dobbiamo migliorare anche nell’aspetto caratteriale. Alcune gare che potevamo condurre anche abbastanza facilmente senza poi andarle a mensionare probabilmente siamo mancati anche sotto l’aspetto caratteriale”.

Antonelli ha poi spiegato il motivo della frase “palla a terra” detta da lui. “Non era un concetto di palla a terra. A fine campagna trasferimenti che poteva essere il 3 o il 4 settembreho ho detto che confrontandoci con l’allenatore non riteneva necessario un ulteriore giocatore li davanti e a domanda fattami se va via Joao Silva che è l’unico strutturato di questo organico serviva una punta strutturata ho risposto, avendo parlato con l’allenatore, dicendo che l’allenatore era evidentemente contento dell’organico che ha. Io credo che sia intelligente ammettere un proprio eventuale errore. A oggi vi dico che non abbiamo parlato di palla a terra, abbiamo parlato di un confronto con un allenatore che non aveva bisogno di altre figure li davanti. Evidentemente a giochi fatti probabilmente un calciatore li davanti è mancato, che poi possa essere mancato lo strutturato o un calciatore con certe caratteristiche ben precise, anche caratteriali, li in avanti qualcosa è mancato. Dirlo non cancella il lavoro fatto perché io continuo a dire che siamo convinti come è convinto il mister Nicola visto che prima di accettare la panchina ha verificato che organico aveva la Bari e ha ritenuto opportuno che fosse un organico che poteva garantirgli un campionato da protagonista. Lo ha valutato fino in fondo. Anche Nicola è convinto di avere un organico di grande qualità che evidentemente va migliorato”.

Il ds del Bari ha parlato anche di quello che avrebbe detto su Polenta. “Io non ho mai parlato con Diego Polenta. Ho un grandissimo rapporto col suo agente che è Pablo Betancur con il quale ho avuto sempre un grandissimo rapporto. Pablo Betancur sa perfettamente che non ho mai detto nulla di negativo nei confronti del suo assistito. Io e lui parliamo di tantissime cose perché è uno dei più grandi agenti a livello mondiale soprattutto per quel paese li. Sa che non ho mai parlato di Diego in quei termini. In quel momento la valutazione tecnica prevedeva un altro tipo di calciatore o di dire di Polenta ha una suggestione sia ambientale che emozionale , non dico ne no e ne si. Dico semplicemente che voglio dare, è giusto che sia così, il tempo all’allenatore di valutare tutto con la massima attenzione. Gli errori si fanno, perseverare poi diventa diabolico, quindi a questo punto vogliamo veramente avere le idee chiare su quello che vorremmo fare. Molto spesso si dice ma lasciamo stare il modulo. In questo caso noi dobbiamo prendere calciatori che servono alla causa, che migliorino l’essenza di questa squadra”.

E su Rossini ha detto. “Non è un problema di risoluzione di contratto, è un problema di grande sensibilità e di umanità nei confronti di questo ragazzo verso il quale non dobbiamo dire che cosa è accaduto perché non è giusto nel rispetto della famiglia. Sicuramente Rossini non giocherà più con la Bari. Rossini non è un giocatore di proprietà del Bari, è di proprietà del Sassuolo quindi le eventuali situazioni burocratiche saranno affrontate dal Sassuolo”.

Per gennaio il ds biancorosso ha già le idee chiare. “Io come dirigente le idee le devo avere per forza altrimenti vado a fare un altro lavoro ed è normale che il mio confronto sia anche quotidiano con il mio mondo del calcio, ma nello stesso momento mi confronto con il tecnico quotidianamente per il vissuto del campo giorno dopo giorno e perché poi c’è il Carpi. Noi ci siamo dati i tempi perché Nicola vuole conoscere questo organico ma vuole conoscere anche le caratteristiche dell’eventuale attaccante che deve arrivare o dell’eventuale difensore che deve arrivare. Che poi io tutti i direttori sportivi d’Italia debbano avere un quadro a trecento sessanta gradi mi sembra abbastanza evidente Prima di arrivare ad ottenere quel risultato, a dire è questo il calciatore che serve al Bari, abbiamo bisogno che il mister capisca fino in fondo questo organico”.
Di Micol Tortora

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