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Il Punto sul Bari del 29 dicembre 2015

Ma è proprio necessario sostituire mister Nicola?

Dopo la sconfitta rimediata a Trapani domenica scorsa i giocatori biancorossi hanno staccato la spina e sono andati tutti i ferie in vista della ripresa che è prevista per il sei gennaio in sede. Intanto in città non si fa altro che parlare del prossimo tecnico del Bari che potrebbe prendere il posto di Nicola messo in discussione dalla società e da parte di alcuni tifosi che nell’ultima trasferta in Sicilia hanno chiesto senza mezzi termini al tecnico piemontese di andare via. La società per il momento sembra essersi presa un po’ di tempo prima di arrivare ad una scelta definitiva e intanto impazzano i nomi dei sostituti di Nicola. Si fanno i nomi di Zola, Inzaghi, Camplone, Corini, Guidolin, Diego Lopez, De Canio, Novellino e Bergodi. Bisogna anche ricordare a molti che il Bari non è penultimo o ultimo in classifica, ma è sesto alla fine del girone d’andata. Mancano ancora ventitrè gare alla fine del campionato e tutto può succedere. Certo è che il Cagliari e il Crotone meritano appieno la posizione in classifica conquistata fino ad ora, ma c’è anche da dire che entrambe le squadre non sono composte per la maggior parte di giocatori “datato” come, al contrario, li ha la formazione biancorossa. I campionati non si vincono solo con i nomi ma anche con giocatori che hanno “fame” di arrivare come è capitato tre anni fa con il Bari di Alberti e Zavettieri che hanno messo tutto pur di arrivare e di quel Bari dove c’erano grossi problemi societari è arrivato ai playoff. Perché? Quei giocatori erano tutti, e dico tutti, affamati e vogliosi cosa che in questo attuale bari manca. Negli occhi dei giocatori non si vede la voglia di andare su tutti i campi della B ad imporsi come invece è accaduto tre anni fa. Se il bari targato 2015 – 2016 fosse stato costruito come quello di tre anni fa molto probabilmente oggi staremmo a parlare di un Bari che avrebbe attirato al “San Nicola” i sessantamila tifosi di tre anni fa così come è accaduto. Quella era una formazione che attirava l’interesse di tutti, anche dei non tifosi. Era fantastico vedere prima delle gare interne le code infinite ai botteghini. In quel periodo si respirava davvero un’aria diversa in confronto all’aria che si respira oggi. Per cui c’è da chiedersi se è tutta colpa di mister Nicola o meno. Personalmente se fossi in Paparesta continuerei con l’attuale tecnico che fino ad ora non ha portato la squadra nelle ultime del campionato, ma è solo al sesto posto. Allora perché mettere alla mercè un tecnico che l’anno scorso è entrato in divenire sostituendo Mangia e che quest’anno ha avuto gli uomini che voleva soltanto una settimana prima dell’inizio del campionato dove alcuni di loro non avevano neanche fatto la preparazione?

 

Di Micol Tortora

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