sabato , 28 Maggio 2022
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Nicola: “Il Bari non è spento”

Questa mattina in una inusuale conferenza stampa il tecnico piemontese ha chiesto a tutti, dai tifosi ai giornalisti, di remare tutti dalla stessa parte attendendo il 28 dicembre dove si tireranno le somme
I gionalisti lo avevano lasciato sabato scorso in sala stampa dove mister Nicola aveva spiegato la seconda sconfitta consecutiva della sua gestione contro la capolista Carpi ed oggi i giornalisti lo hanno rivisto in una inusuale conferenza stampa dove l’ex tecnico del Livorno ha chiesto ai tifosi e ai giornalisti di non prendersela con la squadra ma direttamente con lui. “Sono venuto per parlarvi di calcio. Voi amate parlare di calcio ed io sono qua per questo. Volevo rendervi partecipi del fatto che siete stati costruttivi da subito ma non sono d’accordo sul fatto che voi diciate o indicate che il Bari possa essere spento. Io faccio la valutazione di queste tre partite. Vedo un Bari che non è assolutamente spento. Sono qui perché voglio portare a conoscenza delle persone i nostri tifosi a seguire gli allenamenti perché il venire a vedere direttamente gli allenamenti è una presa di coscenza, ti fai anche una idea più precisa, più qualitativa delle valutazioni che poi si fanno in seguito. io sto vedendo da tre settimane un gruppo di ragazzi estremamente seri che si allenano come bestie. Nella prima settimana ho cercato di cambiare radicalmente il concetto. la mia idea di calcio era completamente diversa da quella che è. Questo non vuol dire migliore o peggiore, è diversa. io amo un calcio veloce, un calcio dove se mi siedo in panchina mi devo poter divertire perché vedo continuamente attacco negli spazi, voglio arrivare velocemente nell’ultima trequarti avversaria per poter arrivare più volte e poter essere più pericolosi. la prima settimana ho cercato di dare questo concetto, giocare in avanti molto velocemente. La seconda settimana ho cercato di dare qualcosa in più legato alle soluzioni che c’erano per poter andare in avanti perché non c’è solo la conqiista diretta della profondità ma ci sono anche altre soluzioni di passaggio perché ci sono anche gli avversari. Dobbiamo essere bravi a riconoscere velocemente la situazione e qui ci vuole del tempo. questa settimana lavorerò su questi due requisiti ma soprattutto anche sulla possibilità di riconoscere il fatto che bisogna anche cambiare catena per poter far male, per poter attaccare dalla parte cieca gli avversari, per poter aggirarli ma non troppo. Non un aggiramento che diventi noioso fino a se stesso. Deve diventare un aggiramento che nel giro di un’azione si riproponga l’idea di attaccare gli spazi. Questo è un pò il riassunto che volevo farvi. Credo che abbiate notato che sia completamente un tipo di espressione diversa; noi siamo nella condizione in cui abbiamo bisogno non di tempo ma abbiamo bisogno di sperimentare allenamento dopo allenamento che questo è un calcio redditizio. Io mi avvalgo dei supporti audiovisivi, soprattutto dei filmati e dimostro, se voi ci fate caso, ho tolto ai giocatori due tipi di passaggi che a me non piacciono troppo, il retropassaggio al portiere e un passaggio in orizzontale che di solito si fa tra centrocampisti oppure magari quando si riconosce che il gioco di catene è chiuso, lo scarico dietro, segue un giro palla che molto spesso porta a rischiare e a subire. se voi ci fate caso la prima partita contro il Trapani siamo stati in difficoltà in un paio di occasioni per un retropassaggio un pò particolare e sabato siamo andati in difficoltà per questi tipi di passaggi un pò in orizzontale che poi uno di questi ha portato al goal. Il punto non è questo, il punto è la mentalità Oggi sono qui per dirvi che siamo qui in un contesto per cambiare una mentalità. cambiare una mentalità significa che se una squadra ha bisogno di una critica costruttiva come voi già avete fatto perché voi non ci regalate niente. Il giorno che voi scrivete qualcosa che va a nascondere qualcos’altro non siete professionali voi e non servite a noi. Voi dovete scrivere tutto quello che voi vedete, tutto quello che c’è da migliorare però, secondo me, c’è da fare una valutazione diversa. Noi abbiamo quattro partite, quattro partite fondamentali per arrivare al 28 di dicembre per vedere i veri valori, per vedere un sacco di cose. In queste quattro partite non farò sconti a nessuno ne negli allenamenti ne nella preparazione mentale. Io voglio gente che si dimentichi di qualsiasi tipo di problemi. La vita è piena di problemi, io voglio gente che non si concentri sui problemi. Voglio gente che si concentri su messaggi positivi, sulle qualità. Quanti sono stati disposti a credere fino in fondo a questi ragazzi. Io vi dico che ci credo ciecamente il che non significa come vi ho detto prima non riconoscere i nostri pregi e difetti, significa fare una scelta; in quattro partite credere fino alla morte che possiamo fare qualcosa di importante e lo faremo. Lo faremo nell’intensità, nella voglia di proporre un certo tipo di calcio, nella voglia di andare oltre i nostri limiti. Noi siamo al primo step. Il primo step è lavorare sui nostri limiti, se non lavoriamo, non accettiamo, non riconosciamo, non miglioriamo i nostri limiti non vinceremo mai niente. Saremo sempre qui, punto e a capo a far notare dei limiti, dei difetti. Noi sappiamo i difetti che abbiamo e cercheremo di migliorarli in queste quattro partite giorno dopo giorno. Voi dovete venire agli allenamenti, dovete vedere con i vostri occhi quello che si fa, dovete invitare più gente possibile perché qui c’è un discorso legato a una mentalità diversa. Anzichè vivere il proprio lavoro distaccatamente, viviamolo insieme. Se siete nella condizione di poter fare questo tipo di critica, anche feroce, fatela ma fatela con l’intenzione di portare un livello costruttivo, di portare un miglioramento non di concentrarsi come per altro vi ho già detto e riconosciuto che avete già fatto. La qualità nel farci le critiche è elevata. Io non vi chiedo di nasconderle, vi chiedo di avere fiducia, di instaurare una fiducia nella società, società tifosi, società giornalisti, società calcio, giocatori, allenatore. Proviamo a fare qualcosa di diverso. E’ sempre troppo facile vedere le cose che non vanno, proviamo a vedere quello che va e qua di cose che vanno ce ne sono un sacco. C’è una società che ha dei servizi che io non ho visto in nessuna società. Nelle società che ho girato e che non sono molte ho notato che i servizi che ci sono in questa società ci sono da poche altre parti. C’è una passione incredibile, c’è una passione nel rincorrere , nel voler arrivare a qualcosa di grandioso per soddisfare le esigenze della gente che è incredibile. Io parlo col presidente e percepisco che non vede l’ora, pagherebbe, per poter dare soddisfazioni. Io pagherei per dare delle soddisfazioni. Senza bisogno di pagare niente e nessuno proviamo a vedere se queste situazioni le possiamo riconoscere e trovarle all’interno delle nostre qualità morali. Sono straconvinto di questo. Se riusciamo a dimostrare se è senza eliminare le critiche, fatele, perché ci servono. Proviamo a impostare la critica che lascia spazio ad un livello di fiducia. La consapevolezza è una cosa fondamentale, un beneficio e una qualità che va al di la della semplice qualità tecnico – tattica. Qui c’è una chimica particolare che deve essere messa solo in ordine. Poi dopo il 28 dicembre faremo la valutazione di chi veramente ha questa brama, questa bramosia di poter far parte di questa chimica a tutti gli effetti. Valuteremo pregi e difetti di ognuno, del sottoscritto, dei giocatori, della società, di tutti. Ad oggi noi abbiamo quattro partite dove voglio gente che pensi solo positivo. Se siamo in grado di farlo sarà una grande qualità. Il martedì sono abituato a fare il punto della situazione perché poi le cose vanno via, scappano e tu sei già concentrato sulle cose che vengono dopo. Vediamo se siamo in grado di cambiare una mentalità. Se non abbiamo il coraggio di vedere sempre l’aspetto positivo perdiamo tutti tempo e io non ho voglia di perdere tempo, soprattutto con voi. Lavoriamo, diamo fiducia a questa gente, chiedo ai tifosi di venire a vedere come si allenano i ragazzi, cerchiamo di percepire se quello che ci sembra in campo sia effettivamente quello che vediamo negli allenamenti perché se così non fosse vuol dire che c’è una discrepanza tra aspettative ed obiettivi. Non si tratta di ritenere un progetto più o meno fallito o bocciato. Qui si tratta di rendersi conto di dove siamo. Siamo in un contesto in cui non riusciamo a vedere bene la luce perché viviamo di alti e bassi dovuti probabilmente a delle cose inespresse, a delle qualità che non so se abbiamo tirato fuori fino in fondo, a un cambio di mentalità, a un cambio di metodologia. Tutto quello che volete, per cui abbiamo bisogno di essere pratici, realisti ma nel nostro inconscio non significa abbandonare i sogni. Voglio pensare che il potere delle persone risieda nella capacità che hanno di manifestare fiducia, di avere speranza, di credere in qualcosa anche quando questo qualcosa sembra non esserci. E’ troppo facile stare dietro le cose quando vanno bene. Ecco perché sono qua. Quando le cose non vanno come voglio mi troverete sempre, a fare anche da catalizzatore che non significa deresponsabilizzare i miei giocatori. Nei giocatori le responsabilità le vedo io. Fino a quando mi stanno con questi occhi e sono occhi di chi vuole lavorare e avere una certa mentalità, sentirsi capaci forti ma non riescono ancora a farlo perché c’è un percorso da fare, io sono qua davanti a tutti ed il primo che me li tocca divento una bestia, chiunque esso sia. Voi non l’avete mai fatto, nessuno in questo ambiente l’ha mai fatto con la cattiveria. Sono venuto a darvi un messaggio diverso, continuate a criticare ma lasciate spazio per credere che qualcosa di diverso possa accadere perché vogliamo che accada”.

Intanto per quanto riguarda l’iniziativa “Un giorno per la nostra città” domani mattina alle 11.00 alcuni giocatori del Bari faranno visita al Centro d’Ascolto pe3r le Famiglie – Fondazione Giovanni Paolo II di Torre a Mare.
Di Micol Tortora

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