giovedì , 22 Ottobre 2020
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Nicola: “Il Livorno? Una squadra molto capace”

Per noi – ha aggiunto il tecnico – sarà una partita veramente molto tosta”

Dopo la bella vittoria conseguita domenica scorsa sul campo del Cesena i ragazzi di Nicola affronteranno domani davanti al loro pubblico un’altra squadra allestita in estate per poter fare il salto di qualità. Certo la gara non sarà facile ma i giocatori biancorossi dovranno cercare di dare continuità al risultato conseguito in Emilia. Oggi in conferenza stampa l’ex tecnico del Livorno ha ribadito che lui e la squadra vogliono continuare a fare quello che stanno facendo. “Domani dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo e di mantenere un ritmo molto importante al di la del fatto che domani arriva una squadra molto capace, molto forte per cui ci sarà maggior gusto”.

E sul fatto che affronterà la sua ex squadra ha detto. “Ho passato li un periodo molto buono che ricorderò sempre e mi porterò sempre dietro, nei miei ricordi. Oggi il presente dice Bari e io penso solo al Bari. Nei miei ricordi porto la mia storia. Sono stato li, sono stato bene, ma ad oggi conta il Bari”.

Lo scorso anno il bari perse pesantemente a Livorno. Ecco cosa ha detto in merito il tecnico biancorosso. “Bruciano tutte le sconfitte. Quella dell’anno scorso brucia perché fu un po’ particolare perché a un certo punto sembrava che potessimo fare qualcosa di più ed invece verso la parte finale commettemmo più errori e perdemmo in maniera netta. Da questo punto di vista non c’è nulla da dire. L’anno scorso è stato l’anno scorso, quest’anno speriamo possa essere un’altra storia”.

Nicola è qui a Bari da quasi un anno. Oggi ha ricordato la cosa positiva e quello che lo ha infastidito maggiormente. “La cosa positiva è il fatto che nonostante siamo arrivati ad anno iniziato siamo riusciti a sviluppare un buon lavoro, i punti raccolti sono sessantatrè nell’anno calcistico delle quarantadue partite. Sicuramente sono dati importanti. La cosa che invece mi ha dato più fastidio non c’è stata, non c’è stata una cosa che mi abbia infastidito. C’è la voglia di continuare questo percorso e migliorare nell’anno solare questo punteggio. Il lavoro proposto sta andando bene, sta andando come me lo sono immaginato. Mi risulta difficile unire i sei mesi dello scorso anno con questi mesi perché sono due realtà diverse, due squadre diverse profondamente cambiate. L’anno scorso ho dovuto adattarmi velocemente a quello che c’era, a capire quali erano le priorità sulle quali lavorare per poter fare un buon lavoro. Nei numero lo abbiamo fatto ma come voi sapete io non mi accontento mai. Sarebbe stato fantastico poter centrare le prime otto posizioni, sarebbe stato un super lavoro mentre è stato un buon lavoro. Quest’anno direi che è cambiata l’intera squadra, sono cambiate tante cose e sto vedendo che il lavoro che deve aver bisogno di tempo per poter essere espresso sta iniziando a essere espresso per quello che pensavamo noi”.

La panchina di Panucci è in bilico. Se domani il tecnico del Livorno non dovesse fare risultato il presidente Spinelli potrebbe anche esonerarlo. “Ormai nel mondo del calcio di settimana in settimana siamo tutti in pericolo o tutti hanno persone che sperano che facciamo bene e persone che magari trovano l’opportunità per poter avere poi posti di lavoro rientra nella visione classica di chi fa questo lavoro. Secondo me l’unico denominatore comune è il fatto che questo vale per tutti gli allenatori”.

A questo punto Nicola ha parlato del Livorno. “Mi aspetto un Livorno sulla falsa riga di quello che ho visto contro il Vicenza e quindi la capacità di poter occupare il campo con due modi precisi di stare in campo che sono tre centrocampisti e tre punte oppure giocare con un 4 – 2 – 3 – 1. I numeri dicono che forse con il 4 – 2 – 3 – 1 sono state di più le partite effettuate dal Livorno mentre con il 4 – 3 – 3 molto meno. Col Vicenza non li ho visti male. Stiamo parlando di una squadra che davanti ha, secondo me, dei giocatori in grado di farti veramente male e credo che rispetto ad altre squadre abbiano anche un’aggressività diversa. Per noi domani sarà una partita veramente molto tosta e io sono curioso di vedere quanto incida la capacità del Livorno a fronte della convinzione che possano mettere, quindi nella pressione e nel pressing che mettono perché noi dovremmo essere al top”.

Il tecnico del Bari sta notando giorno dopo giorno una squadra in crescita. “Sto notando negli allenamenti e nelle partite l’atteggiamento giusto, provando sempre di più a essere liberi, proporre il nostro gioco e avere l’atteggiamento per tutta la durata della partita e cioè quell’atteggiamento che ormai solo chi vuole stare a certi livelli deve avere e quindi mi riferisco a tutti quei compiti sia quando abbiamo la palla, sia quando non l’abbiamo per poter essere precisi e non dirsi una sola volta magari non l’ho fatto una sola volta può essere quella volta che tu paghi dazio. La nostra abilità sta nel non permetterci di non avere questo atteggiamento. Questa è l’unica cosa che veramente conta”.

Nelle file del Livorno ci sono due conoscenze del calcio barese, Fedato e Vantaggiato il quale ha sempre segnato quando vede il biancorosso. Ecco cosa ha detto a tal riguardo il tecnico biancorosso. “Sono dei giocatori che giocano per un’altra squadra per cui cercano di fare il massimo per la propria squadra quindi la vedo come un senso di professionismo. Nel caso di Vantaggiato e Fedato parliamo di due giocatori davvero interessanti. Fedato è un giocatore che potrebbe, per caratteristiche, per come oggi siamo impostati essere molto utile perché è un’ala capace di fare goal , ha gamba, ha spunti individuali. A me già piaceva quando giocava nel Bari. Vantaggiato è un giocatore straordinario. In questo momento, soprattutto negli ultimi due anni, ha ripreso quello che ha sempre fatto. In questo momento come ha qualche possibilità di farti male ci riesce molto spesso e volentieri”.

Sicuramente domani la sfida più importante sarà nei due attacchi. Da una parte Pasquato, Fedato e Vantaggiato, dall’altra De Luca, Maniero e Rosina. Ecco il pensiero di Nicola. “Sono due tridenti che possono far male alle squadre avversarie. Non credo, però, che senza l’impianto di una cooperazione, di un gioco questo possa essere possibile. Sono due ottime squadre che hanno la qualità per farsi male e da questo punto di vista chi sarà più abile nel cercare di disinnescare gli altri in qualche modo riesca a mantenere la capacità, il coraggio e l’umiltà di fare il proprio gioco può avere più chance”.

E sulle dichiarazioni rilasciate da Sabelli in settimana si è espresso così. “Per quanto riguarda le critiche lo sapete come la penso. Per me la critica non è un problema. Io faccio questo lavoro e la cosa più normale è la critica e ho anche detto che secondo me ognuno di noi deve avere intanto la capacità di conoscerci molto bene perché se io so quali sono le mie qualità, i miei valori morali tu puoi dirmi tutto quello che vuoi. Se non lo condivido non lo prendo in considerazione e quindi vado avanti per la mia strada. Se invece condivido quello tu dici come giornalista io ascolto, leggo e mi dai degli spunti per poter pensare e vado avanti. Da questo punto di vista per me la critica non solo è necessaria nell’ambiente in cui siamo, ma sarebbe quasi impossibile non averla sia nel bene che nel male. Per quanto riguarda Sabelli è un nostro giocatore. Ho visto il video e credo che abbia dimostrato ciò che a me piace in un giocatore e cioè dire ciò che uno pensa. Lo devi fare in maniera molto educata, lui in un paio di circostanze lo ha fatto. Io avrei detto magari delle cose in modo diverso, ma questo fa parte del nostro processo di crescita anche nel parlare con le persone. Qualsiasi tipo di comunicazione deve essere messa sotto un profilo costruttivo perché automaticamente già alzerebbe un muro al primo sguardo o al primo atteggiamento. Non credo che abbia detto delle cose negative, forse in un paio di circostanze quando lui ha voluto dare impressione di essere cresciuto credo che sia completamente diverso da com’era quattro anni fa, intanto nella consapevolezza di essere un giocatore importante e nel prendersi alcune responsabilità per cui dire ciò che si pensa alle persone. Ripeto, un paio di situazioni io le avrei dette diversamente come ho detto anche a lui perché, secondo me, si poteva mettere la comunicazione e non si poteva far trevisare un certo tipo di messaggio fermo restando che secondo me è passato un gran bel messaggio che è quello che noi non ci dobbiamo preoccupare di nulla e di nessuno. Certo lo puoi passare dando il giusto valore a quello che è il nostro lavoro come tutti noi pensiamo. Non è che lui la pensi in maniera diversa. Quando si dicono certe cose bisogna anche essere abituati e bisogna passarci attraverso l’esperienza. Stare qui a parlare con voi non è una cosa facilissima. Voi sapete che avete il diritto e il dovere di criticarci come sapete che, essendo giornalisti, avere anche la capacità di accettare anche alcune critiche che vi vengono mosse. Poi il confronto ed il buon senso farà sempre la differenza”.

 

Di Micol Tortora

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