giovedì , 26 Maggio 2022
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“Non esiste il vecchio Bari ed il nuovo”

 

“Esiste – ha dichiarato oggi in conferenza stampa il direttore sportivo Stefano Antonelli – la Bari che è una sola squadra”

 

 

 

Il calciomercato è terminato alle 23 del 1 settembre e in casa Bari sono arrivati ben diciannove nuovi giocatori. Questa mattina, dopo la chiusura del mercato estivo, ha parlato in conferenza stampa il direttore sportivo Stefano Antonelli che ha fato un po’ il punto della situazione. Prima, però, ha preso la parola il presidente Gianluca Paparesta che ha voluto ringraziare pubblicamente il ds per il lavoro svolto. “Sono qui solo per introdurre la conferenza stampa del nostro direttore sportivo e per complimentarmi pubblicamente con lui per quello che è stato fatto durante questa lunghissima, direi troppo lunga, campagna trasferimenti perché un calciomercato che dura più di due mesi anche se poi ci si riduce sempre agli ultimi secondi è molto lunga ed estenuante perché ci sono tanti contatti, tante proposte con tante valutazioni fatte per cui mi sembrava doveroso a nome della società ringraziare la persona con cui abbiamo condiviso questi sessanta giorni dove è riuscito a mettere in piedi tante trattative, tutte quelle che volevamo portare in porto è riuscito a portarle a casa. Sono estremamente soddisfatto e contento del lavoro svolto per cui mi sembrava giusto dare atto pubblicamente di questa mia soddisfazione sia in termini di qualità degli arrivi sia in termini economici perché siamo riusciti a fare tante operazioni rispettando quelli che erano le nostre previsioni, anzi siamo andati anche a raggiungerle pienamente. Di solito quando ci si pone degli obiettivi si mette in preventivo anche il fatto che non tutto potrebbe essere raggiunto ed invece anche in termini economici siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo, a fare una campagna di questo tipo senza portare saldi negativi al 1 settembre”.

 

Dopo i ringraziamenti di Paparesta ad Antonelli è stato il ds a prendere la parola. Antonelli ha spiegato che nelle ultimo ore di calciomercato ha corso da una parte all’altra presso l’Ata Hotel di Milano. “Mi avete visto correre solamente in quel frangente perché li si corre sempre. E’ un sistema che secondo me va cambiato. Il calciomercato va snellito e migliorato perché è troppo lungo e perché ci sono dei sistemi che evidentemente sono obsoleti e che andrebbero rivisti. Poi la dinamica di quei secondi sono quelle cose che poi ti rimangono dentro. Forse quelli sono i momenti più piacevoli, la corsa verso l’ultimo secondo è il momento più piacevole. Dietro le quinte, invece, è meno piacevole”.

 

A questo punto il ds biancorosso ha spiegato cosa è successo con Joao Silva. “Il ragazzo ha trovato l’accordo con il Palermo a otto minuti dalla fine. Voi sapete che si possono depositare gli accordi sia cartacei quando si sta a Milano ma si può fare anche per via pec, quindi per posta certificata. La pec è partita alle 22.59 ed in quel momento il sito della Lega è strapieno tra tms e trasferimenti. C’è di tutto e di più. La corsa che avete visto fare in tv dal presidente era per dare una ulteriore certezza di quello che stavamo facendo perché il presidente aveva il cartaceo e la pec era stata già mandata con inizio pec ore 22.59 finita trasmissione di tutta la documentazione 23.00 e 33 secondi. Questa è la realtà”.

 

E sul mancato arrivo a Bari di Sachara ha detto. “Il nostro interessamento sul giocatore è stato reale. Nel momento in cui abbiamo capito che nel pomeriggio del 1 settembre dalle 15.30 – 16 ci poteva essere un accordo con il Palermo di comune accordo con il mister e con il presidente volevamo verificare una eventuale alternativa. Fermo restando che avevamo anche un pensiero dentro di noi che abbiamo altri giocatori che sono evidentemente punte che possono adeguarsi e adattarsi in maniera straordinaria anche nel ruolo di esterno d’attacco perché nel momento in cui noi facciamo il 4 – 2 – 4 voi mi date certezza che Galano non è un quarto di centrocampo ma è una punta di fatto e che la stessa cosa vale anche per Stoian. I nostri calcoli sono abbastanza precisi se non ragionati da tempo. Sachara però poteva essere eventualmente una opportunità e lo era realmente”.

 

Antonelli non esclude che al posto del partente Joao Silva possa arrivare in seguito un suo sostituto. “Dopo la cessione del giocatore non c’era nessuna possibilità di poter far arrivare anche Sachara perché i tempi non erano più adeguati. Ripeto, quella era una valutazione di un giocatore che noi già conoscevamo e cercavamo l’opportunità. Tra l’altro anche altre squadre di serie B avevano provato a farlo, ad esempio la Ternana. Era un giocatore che poteva rientrare in un organico come il nostro che interpreta il ruolo d’attacco e le manovre d’attacco in un certo modo quindi l’attacco della profondità, l’attitudine al goal. Poteva essere una opportunità, ma a quel punto non lo poteva più diventare. Nei prossimi dialoghi che faremo staremo attenti a cercare il sostituto di Joao. Non lo disconosco. In questo momento siamo convinti di avere l’organico con venticinque giocatori in rosa di cui tre – cinque sono punte. Probabilmente in queste cinque punte voi non trovate lo strutturato per cui io vi anticipo di quella che può essere una disamina tecnica perché tutto questo ha una logica fermo restando che questa è una squadra che al momento ha fatto vedere che il suo calcio è un calcio palla a terra, un calcio in velocità dove anche quando ha giocato Joao contro il Savoia e l’Avellino non sono state partite da gioco aereo ma partite giocate con palla a terra per quanto possono essere state straordinarie prestazioni o meno. Il Bari è una squadra che ha un filo logico molto chiaro, con palla a terra come tante altre squadre fanno adesso nel calcio. Non voglio scomodare i sovrani del Barcellona però la palla in area la squadra spagnola non la mette mai. Di Natale domenica ha fatto altri due goal e sarà quasi il duecentesimo e passa goal che fa nella sua carriera straordinaria. Quello che voglio dire che il calcio è fatto sicuramente di strutture ma anche di capacità calcistiche. Per poter prendere un giocatore ci sono due possibilità. La prima è se fosse fuori lista. Noi abbiamo una lista di diciotto over. Fosse un giocatore fuori lista sarebbe trasferibile, l’altra è la soluzione dello svincolato”.

 

I nomi che circolano tra gli svincolati sono quelli di Emegarà e di Portanova. Il ds ha spiegato se su questi due giocatori c’è o meno l’interesse dei biancorossi. “Emegarà è un ragazzo che ho portato io in Italia due anni fa. Ha fatto cose straordinarie a Siena, un po’ meno bene l’anno scorso a Livorno. Non ha nessuna possibilità di venire a Bari non perché non sia un buon giocatore e un ottimo ragazzo, ma perché ha caratteristiche diverse non solo tecniche ma in generale per quello che possono essere le nostre esigenze. Immagino che sia stato legato a noi anche per il fatto che io l’ho portato a Siena. Portanova lo ritengo personalmente una grandissima espressione, forse la migliore espressione nel ruolo, nel carisma, nelle capacità, in tante cose. Noi abbiamo quattro difensori che stiamo facendo crescere partita dopo partita e siamo convinti di avere il pacchetto arretrato sufficientemente coperto”.

 

E sul trasferimento a titolo definitivo di Albadoro al Matera ha detto. “Con il Matera si è creato un rapporto sinergico. Il giocatore ci ha dato dei segnali che quella gamba e quel ginocchio stiano tornando a dargli delle soddisfazioni che tutti noi speriamo e pensiamo che possa avere. Albadoro ha siglato un triennale e fare un triennale in questo calcio è qualcosa di straordinario. Probabilmente siamo stati noi a dargli un privilegio fermo restando la chiara consapevolezza che se Diego dovesse fare quello che tutti noi speriamo c’è un concetto sinergico tra le due società che non ci creerà nessun problema. Ad oggi abbiamo dato ad Albadoro sicuramente qualcosa di importante sia da un punto di vista morale che professionale oltre che contrattuale”.

 

Nel corso del calciomercato Antonelli ha dichiarato di aver avuto degli approcci per il portiere Guarna. “Durante il mercato abbiamo avuto degli approcci per Guarna ma sono stati rimandati al mittente nell’immediatezza perché abbiamo bisogno di avere due portieri così importanti. Micai che è il terzo più giovane di crescita perché il terzo portiere si sta giocando una grande carta, la carta di poter piacere alla Bari e non è poco per lui. Per noi è fondamentale in questo lunghissimo campionato che durerà ancora quarantuno partite avere due portieri con concetti e capacità tecniche molto simili”.

 

Poi Antonelli ha rivelato una cosa di mercato su Sciaudone e Caputo. “Per quanto riguarda Sciaudone non abbiamo avuto richieste mentre per Caputo ne abbiamo avute davvero tante, qualcuna anche inaspettata da club di serie B. Per quanto riguarda invece Galano abbiamo avuto un primissimo approccio di metà luglio con il Cagliari ma alla fine loro hanno preso Farias che ha caratteristiche simili a quelle di Galano”.

 

Lo scorso campionato il Bari aveva nel gruppo la sua forza. Di quel gruppo quest’anno sono rimasti pochi giocatori. Il ds biancorosso crede che quest’anima il Bari di oggi l’abbia. “Non esiste il Bari vecchio ed il Bari nuovo, esiste la Bari che è una sola squadra. Personalmente ho parlato con la squadra una settimana fa ringraziando tutti coloro che hanno permesso a tutti noi nuovi di poter entrare così subito nelle grazie di tutti e creare da subito una coesione e un gruppo straordinario perché lo zoccolo duro ci ha permesso con una serie di capacità intellettive e morali di accogliere tutti nello stesso modo. Oggi io vedo un gruppo che si chiama la Bari e non è il gruppo dei vecchi o quello dei nuovi. Vi pregherei di non sottolineare più come è accaduto a Chiavari che qualcuno abbia scritto straordinaria vittoria del Bari, meglio i vecchi meno bene i nuovi. C’è una squadra, una che va in campo. Noi sappiamo che siamo diventati una unica entità forte. De Luca sembra che sia a Bari da dieci anni così come tutti gli altri. C’è sempre una squadra che vince e che perde che è la Bari. Non c’è il gruppo dei vecchi e il gruppo dei nuovi. Il gruppo dei vecchi è stato fondamentale a creare tutto quello che oggi verifichiamo”.

 

 

Di Micol Tortora

 

 

 

 

 

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