mercoledì , 4 Agosto 2021
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Piazza Umberto lasciata alla mercè degli spacciatori

Anche durante il lockdown si continua a spacciare senza problemi

 

Siamo in un periodo di lockdown, quando in città dovrebbero  esserci molti più controlli. Ma in Piazza Umberto questo non accade. Ore 16.30 giardini vicino il gabbiotto del botteghino del Teatroteam nelle vicinanze della posta. Su una panchina seduti due “personaggi” senza mascherina, uno di fronte all’altro che parlando, stavano consumando un bel po’ di birre con bottiglie lasciate a terra. Nelle vicinanze uomini di colore, quasi nigeriani, al telefono senza mascherina, perché la mascherina è solo per gli italiani. Mentre parlava al cellulare ha alzato il braccio destro mettendo in evidenza, non si poteva non notarlo, un grosso bracciale d’oro. La prima domanda che viene spontanea a una persona normale è chiedersi come l’ha acquistato. In un periodo come quello che stiamo vivendo vedere questi “soggetti” lavorare solo al telefono senza alzarsi alle 5 di mattina per andare a lavorare in fabbrica, fa specie. Ebbene. A Bari è possibile perché in Piazza Umberto, a parte una pattuglia dell’esercito ferma davanti alla fontana centrale, tutto si può fare. Bere, mascherine zero e spacciare. Allora tanti concittadini s’interrogano su una semplice domanda. C’è una disparità tra noi e loro? Perché i baresi sono “costretti” a rispettare le regole e questi individui possono fare quello che vogliono in casa nostra? Se un cittadino italiano avesse fatto quello che queste persone vengono a fare qui da noi, nei loro paesi sarebbero stati già incriminati. Perché questo non succede  nel nostro bel Paese? Forse perché siamo troppo ospitali con tutti?  Beh, potremmo essere ospitali con i bambini che in Africa muoiono di fame. Quelli sì che sarebbero i benvenuti e non quei “personaggi” che bivaccano, dalla mattina alla sera in una piazza che è l’ingresso in città senza attenzione delle forze dell’ordine. Se questi “soggetti” si fossero trovati in un altro Paese, le cose sarebbero andate in maniera completamente diversa. Purtroppo sono in Italia è tutto gli è dovuto, mentre, per noi italiani, non è la stessa cosa. Loro sono i padroni in casa nostra. Noi siamo solamente degli “ospiti”.

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