giovedì , 26 Maggio 2022
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Sperduti: “Lascio perché sono deluso”

 

Da oggi il socio di minoranza della Fc Bari 1908 non appoggerà più Gianluca Paparesta

 

 

Questa mattina dopo che la seconda asta è andata deserta Fabio Sperduti, socio di minoranza della società Fc Bari 1908 costituita insieme a Gianluca Paparesta, ha indetto una conferenza stampa dove ha svelato il perché ha deciso il divorzio dall’arbitro internazionale. Da questa mattina, dunque, Sperduti si può considerare l’ex socio di minoranza della Fc Bari 1908. Ha esordito scusandosi con tutti i tifosi del Bari i quali credevano che questa mattina il Bari calcio avrebbe avuto un nuovo proprietario. “Voglio chiedere scusa a tutti i tifosi del Bari per quello che è successo oggi. Sono davvero rammaricato e deluso”.

 

Poi Sperduti è entrato nello specifico. “Gli indiani vogliono realmente entrare nel calcio italiano, vogliono entrare nel Bari. Il problema è che loro vogliono il socio di maggioranza. Io vi chiedo se andassimo noi in India a comprare una società al 30 per cento e non avessimo la certezza di avere un socio al 70 per cento daremmo o meno dei soldi così? Gli indiani hanno i loro avvocati, sanno come muoversi. Qualche giorno fa ci hanno mandato una lettera di credito simile a quella che hanno presentato al Tribunale intestata al Football Club Bari. Hanno detto fate di questi tre milioni di euro quello che volete ma sappiate che li potete ritirare solo se vi aggiudicate l’asta. Gli indiani esistono, ci sono, ma vogliono soci di maggioranza. Io volevo, da socio di minoranza, che questa cosa si verificasse al più presto. Io avrei voluto sabato l’indiano a Bari, avrei voluto vedere la sua faccia e avrei voluto metterlo a disposizione della stampa. Purtroppo in questo non sono stato ascoltato perché nei giorni nostri Paparesta mi chiama ai primi di maggio dopo il ponte del primo e mi dice che stava trattando con un grossissimo gruppo imprenditoriale italiano a livello europeo. Io ho chiesto a lui allora cosa avremmo dovuto fare degli indiani e lui mi ha risposto che per il momento gli indiani non servivano. Arrivando ai giorni nostri sabato sera intorno alle 23 mi è arrivata una telefonata da parte di Paparesta, quando mercoledì, giovedì e venerdì si riteneva l’operazione chiusa e mi è stato detto che purtroppo l’operazione con il gruppo italiano era saltata. Questa cosa io non l’ho digerita, questo boccone non l’ho proprio digerito. Avevo sentito anch’io interviste dove Paparesta si scusava con la città. Anch’io come lui ho pensato che un ex assessore, un uomo pubblico, un ex arbitro internazionale, un opinionista come lui, un dottore commercialista non potesse rilanciare in questo modo se non aveva qualcosa in mano. Ho creduto anch’io a lui. La mia delusione di oggi mi porta a dire che sinceramente io sono stanco, sono stanco di questa esperienza, sono deluso e amareggiato ed è per questo che oggi cedo le mie quote, il 40 per cento, a Gianluca Paparesta. Gli auguro tutto il bene del mondo e lo ringrazio per avermi dato questa opportunità però sinceramente le mie strategie commerciali non condividono più con le sue e non sono più condivisibili con le sue. Io personalmente faccio il commerciale da tanti anni, mi sono creato da solo e chi mi conosce lo sa. Venticinque anni fa facevo il poliziotto per cui non sono nato imprenditore. Ho sempre imparato che finché non hai i soldi in mano un contratto non è chiuso. Devo dire che forse in questo Paparesta nella sua buona fede e per il suo troppo amore forse per il Bari ha sbagliato qualcosa. Io da oggi non sono più il suo socio”.

 

 

Di Micol Tortora

 

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