sabato , 28 Maggio 2022
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Vendita Bari

 

Anche la seconda asta va deserta

 

 

E sono due. Anche questa mattina la seconda asta per la vendita del Bari calcio è andata deserta. In aula non si è presentato neanche Paparesta ma ha fatto capolino il socio dell’ex arbitro internazionale, Fabio Sperduti, il quale ha dichiarato ai giornalisti presenti di essere molto amareggiato e di voler vendere a Paparesta la sua quota. Nessuno dei presenti avrebbe ipotizzato che questa seconda asta andasse deserta dopo le dichiarazioni rilasciate dall’ex arbitro qualche settimana fa che il Bari avrebbe avuto oggi un nuovo proprietario e oggi le cose non sono andate proprio così. Alle 11 puntuali è entrato in aula il giudice De Simone la quale si è espressa così di fronte ad un’aula piena di tifosi e di giornalisti. “Nonostante purtroppo le varie rassicurazioni che in tutto questo periodo ci sono state delle varie cordate di cui voi ben sapete e conoscete ogni dettaglio sono spiacente di comunicarvi che ancora una volta l’asta è andata deserta. La prossima asta è fissata per il 20 maggio, il prezzo base è ribassato a due milioni di euro perché l’esercizio provvisorio non è in grado di far fronte a degli impegni economici che sono richiesti sin dai primi di giugno quindi per giustificare e per far fronte a queste situazioni siamo costretti a ribassare il prezzo base da tre e mezzo a due milioni di euro. Questa mattina stessa sarà pubblicata sul sito del Tribunale la nuova ordinanza con tutti i dettagli”. Al termine dell’asta ha rilasciato una breve dichiarazione anche uno dei due curatori fallimentari, il dottor Marcello Danisi. “La considerazione amara che facciamo è questa. Nonostante il fatto che i ragazzi stiano dando il massimo e stiamo dando anche una buona immagine del Bari sportivo sia come sport puro, calciatori e squadra, che anche come pubblico perché continuare a portare in queste situazioni oltre ventimila spettatori allo stadio, prendiamo atto che c’è poco appeal a questo punto sul Bari calcio e questo da barese mi dispiace un po’. Comunque andiamo avanti, ci sarà una prossima asta a breve con un congruo ribasso perché il lato è questo e le norme sono queste e consentono solo ed unicamente di trattenere e di conservare il titolo nel momento in cui c’è la cessione per cui si va avanti”.

 

Il dottor Danisi non sa più cosa pensare riguardo alle varie cordate che ad inizio si sono fatte avanti e poi nessuna si è concretizzata davvero. “In questi giorni ho sentito di tutto e quindi mi auguro che ci sia qualcosa di reale e di concreto da parte di questi soggetti. Poi vedremo un po’ cosa accadrà”.

 

Il curatore ha chiarito meglio cosa il giudice ha voluto dire con l’affermazione “l’esercizio provvisorio non è in grado di far fronte a degli impegni economici che sono richiesti sin dai primi di giugno”. “Noi siamo quelli che sono giunti l’11 di marzo, abbiamo dovuto pagare tutto cash, questo significa che anche per consentire alla squadra di sostenere una trasferta abbiamo dovuto pagare tutto in anticipo perché siamo una società fallita per cui nessuno ci concede credito. Siamo stati in grado di pagare le retribuzioni ai dipendenti e ai calciatori nel rateo 11 marzo – 31 marzo, abbiamo regolarmente pagato i contributi previdenziali del rateo di marzo mentre le ritenute le pagheremo questo mese. Il 2 maggio abbiamo pagato gli stipendi ai calciatori, cosa che normalmente accade dopo giugno. Ci siamo resi conto che erano ragazzi che non prendevano lo stipendio da gennaio quindi ci sembrava logico pagarli. Le nostre risorse sono quelle che provengono dai botteghini, non abbiamo altre risorse per cui è chiaro che andiamo leggermente in affanno, ma andremo avanti”.

 

E sull’esercizio provvisorio Danisi si è espresso così. “Il bando dice chiaramente che nel momento in cui si ha la vendita e quindi con l’atto notarile subentrano nei rapporti economici, quindi sia di costi che di ricavi, l’acquirente perché necessita il supporto finanziario da parte di terzi perché è chiaro che l’esercizio provvisorio così com’è non ha disponibilità tali da poter supportare l’onere economico. Noi ci auguriamo che si definisca tutto alla prossima asta”.

 

Il curatore ha dichiarato anche che i crediti in Lega ci sono ancora. “I crediti in Lega ci sono, il problema è che la Lega dice giustamente che finché qualcuno non ci garantisce il debito sportivo questi crediti rimangono a loro”.

 

Di Micol Tortora

 

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