giovedì , 26 Maggio 2022
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Zavettieri dice addio al Bari

 

Oggi nella conferenza stampa il tecnico biancorosso ha detto arrivederci per problemi familiari mentre Alberti aspetta un incontro con la nuova proprietà per restare

 

 

Questa mattina tutto lo staff tecnico ha tenuto una conferenza stampa presso la sala stampa dello stadio “San Nicola” dove hanno tracciato un bilancio stagionale di questa lunga, difficile e stupenda annata. Alla conferenza si sono presentati in sei, il tecnico Alberti, il tecnico in seconda Zavettieri, Giovanni Loseto, il responsabile area fisico – atletica dottor Mirko Spedicato, il preparatore dei portieri Luca Righi e il più giovane dello staff il collaboratore preparatore atletico Livio Mastrorosa. A prendere per primo la parola è stato il tecnico Alberti il quale ha voluto ringraziare un po’ di persone. Prima che il tecnico biancorosso prendesse la parola c’è stato un applauso di tutti i giornalisti presenti in sala per ringraziare lo staff per tutto quello che hanno fatto in questo campionato. “Questo applauso fa più piacere di titoli e di altre cose perché l’aspetto umano è sempre un aspetto importante nella nostra professione”.

 

A questo punto Alberti ha incominciato a ringraziare un po’ di persone. “Il mio primo ringraziamento va alla stampa, a tutti i media per la buona collaborazione che c’è stata in tutta la stagione. Vi ringrazio a nome di tutti. La prima persona che mi viene in mente di ringraziare è sicuramente il direttore sportivo Angelozzi che ha avuto il grande coraggio ed una grande fiducia in tutti noi. E’ giusto che lo ringrazi prima di ogni altro, insieme a Vinella nei periodi difficili perché per noi i primi mesi sono stati non tanto dal punto di vista dei risultati, ma dal punto di vista ambientale e societario che vivevamo giorno dopo giorno, ci hanno dato una mano importante insieme ad un’altra figura fondamentale che è stata quella del segretario generale, Piero Doronzo, che è stato uno di noi dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti per poi passare al momento importante della stagione che è stato quello del fallimento. In questo caso devo ringraziare sicuramente il presidente del Tribunale di Bari, Luca Fonzi e i due curatori fallimentari il dottor Danisi ed il professor Giannelli che ci hanno messo da subito nelle condizioni di poter continuare il nostro lavoro con grande serenità. Entrambi sembravano due persone che erano con noi dall’inizio dell’anno. Sono state due figure fondamentali per superare un momento particolare della stagione non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista ambientale. Devo ringraziare Gianluca Paparesta perché se noi abbiamo fatto la nostra parte sul campo, Paparesta è riuscito a fare una cosa fondamentale e cioè quella di ridare una società ad un club che era fallito. A lui gli faccio i migliori auguri. L’ultimo pensiero, ma è forse il pensiero a chi ci è stato più vicino di tutti è rivolto ai nostri tifosi perché sono stati i veri protagonisti di questa seconda fase di campionato. Hanno dimostrato di avere un amore verso la squadra che non so in quante altre città in Italia possano avere la stessa passione e la stessa voglia di partecipare tutti insieme per poter scrivere la storia di una società di calcio perché io l’ho sempre detto che la squadra è della città e dei tifosi. In questa circostanza i tifosi hanno dimostrato di essere consapevoli di questo. Se siamo qui oggi è perché siamo pieni di orgoglio, pieni di soddisfazione per quello che abbiamo fatto in questa stagione sportiva. I veri protagonisti insieme ai nostri tifosi sono stati i nostri ragazzi che hanno dimostrato di avere non solo dei valori tecnici importanti, ma hanno dimostrato di essere anche degli uomini nonostante siano dei ragazzi molto giovani. Hanno dato una immagine pulita del calcio, un segnale importante anche per tutto l’ambiente calcistico italiano perché non si sono mai tirati indietro, non si sono mai chiusi in quello che purtroppo qualche volta in Italia succede che è quello di seguire sempre legami ben precisi. Loro si sono sempre aperti nei confronti di tutti, hanno stretto un legame strettissimo con la città e il merito di tutto questo va sicuramente ad un gruppo che ha lasciato un segno importante nella storia calcistica di Bari. Inoltre prima di passare la parola volevo ringraziare quella che io definisco la squadra invisibile che sono tutte quelle persone che sono importanti perché poi alla fine dell’anno si possa avere un risultato come lo abbiamo avuto noi. Mi riferisco a tutti quelli che si occupano dell’area medico – sanitaria quindi ai nostri dottori, ai nostri massaggiatori, ai fisioterapisti. Un saluto va anche ai nostri due magazzinieri Vito e Pasquale, alle due signore che giornalmente ci davano sempre il materiale. Un ringraziamento va anche al nostro addetto stampa perché anche lui fa parte della nostra squadra. L’ombra che ci ha seguito minuto dopo minuto che è Claudio Vino che è il nostro team – manager, tutte le persone che lavorano negli uffici, alla biglietteria e a tutti quelli che giorno per giorno ci preparavano il campo per allenarci e lo stadio per il sabato per la partita. Con i loro gesti, in massima umiltà e sempre dietro le quinte, hanno permesso poi che la squadra ottenesse un risultato importante come abbiamo fatto quest’anno. Vorrei concludere dicendo che ognuno di noi ha cominciato quest’avventura con un compito ben preciso. Avevamo un ruolo ben definito dall’inizio. Ognuno di noi è stato importantissimo perché abbiamo lavorato con grande professionalità e abbiamo dimostrato di essere delle persone che ci tenevano e ci terranno sempre a questa maglia. Noi, a confronto di altri staff abbiamo messo qualcosa che ha fatto la differenza che è stata la passione che giorno dopo giorno ci ha permesso di superare tanti momenti difficili. Il mio ringraziamento va a loro che sono stati fondamentali, ognuno con il proprio compito, ognuno con il proprio ruolo. Tutto questo lo abbiamo fatto con grande dignità, lavorando tantissimo e il tempo ci ha permesso di raccogliere i frutti di tanto lavoro”.

 

Dopo Alberti a prendere la parola è stato il suo secondo, Zavettieri. “La squadra nell’ultimo periodo poteva giocare anche senza allenatore, aveva acquisito una mentalità e una maturità che ci ha portato oltre. Tutto questo però ha un nome e cognome. Il nome e Guido Angelozzi che ha costruito questa squadra, il cognome sono i ragazzi. Il bello è che durante l’anno si è aggiunto anche un soprannome: i tifosi. Questa sorta di alchimia che si è creata ha permesso di scrivere una pagina importante nella storia del calcio barese. Mi permetto di dire che la nuova società deve partire da questo. Nei mesi la squadra ha cambiato il modo di pensare e questo ha portato un cambiamento di passo. I numeri e i moduli vengono dopo avendo avuto gli interpreti giusti e avendo potuto godere della crescita di alcuni giocatori. Anche se non abbiamo centrato un sogno siamo riusciti a centrare obiettivi importanti e soprattutto riacceso la passione dei tifosi, per noi la gratificazione più grande”.

 

Zavettieri ha anche parlato dell’arbitraggio nelle due gare di semifinale contro il Latina. “Gli arbitri sono una componente del gioco. Diciamo che siamo stati sfortunati, voglio metterla così. Piuttosto, le nostre ingenuità sono state più gravi vedi il goal dell’andata preso al novantesimo. E poi c’è il rammarico di non aver avuto tutte le frecce al nostro arco per indisponibilità e infortunio”.

 

L’allenatore in seconda si è poi anche soffermato sul suo futuro che sarà lontano da Bari. “Mi sento un barese acquisito. Sono stato onorato di aver lavorato con questo staff tecnico. Non mi nascondo e vi dico che farò scelte diverse che, inevitabilmente, dovranno coinvolgere la mia famiglia. Penso sia giusto così, al di la, di quanto deciderà la società”.

 

Dopo Zavettieri ha preso la parola il preparatore dei portieri Righi. “Mi sento fortunato. Sono il superstite di uno staff dimissionario che è stato presente a luglio scorso. Ho voluto fortemente restare a Bari e mi è stato concesso. Per questo il mio grazie va al direttore Angelozzi. Qui ho avuto la possibilità di vivere una stagione folle, straordinaria, indimenticabile e non priva di difficoltà. Una scelta coraggiosa che è andata bene. Grazie a questo gruppo mi sento più completo ed ho avuto fortuna di lavorare con tre professionisti seri che hanno avuto voglia di imparare”.

 

Dopo Righi ha preso la parola il preparatore atletico Spedicato che ha spiegato il perché il Bari è arrivato a questo finale di campionato in grande forma. “La condizione fisica è fatta di molti aspetti. Oltre all’aiuto del professor Mastrorosa ho chiesto di circondarmi di professionisti del settore che potessero darmi una mano pratica e teorica. Devo ringraziare la facoltà di Scienze motorie di Bari e la Facoltà di dietistica perché mi hanno permesso di selezionare tre figure qualificate, il professor Belviso (informatica e test di valutazione), il professor Bovino (allenamento funzionale) e il dottorAlessandro Nitti (dietista). Con loro e con il dottor De Prezzo abbiamo condiviso i programmi alimentari che hanno prodotto i risultati che tutti conosciamo. Il segreto sta nello svolgere il lavoro in modo programmatico ma, nello stesso tempo, semplice”.

 

Dopo Spedicato ha preso la parola il “capitano, Giovanni Loseto presente quest’anno nello staff biancorosso. Ecco cosa ha detto uno degli uomini più amati e mai dimenticato dai tifosi del Bari. “Ho vinto tre campionati, ma non ricordo uno spettacolo come quello vissuto in questi tre mesi. Emozioni forti che porterò sempre nel cuore. L’euforia e l’entusiasmo dei nostri tifosi ha dato un senso a quanto fatto. Mi dispiace per l’epilogo e per questo ho anche pianto. Non lo facevo dalla morte di mia madre, otto anni fa. Sono orgoglioso di questi ragazzi che con sudore e tenacia hanno riacceso la passione e onorato la maglia della mia città”.

 

Di Micol Tortora

 

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